Miaron 2132m – Invernale all’alba

Relazione e foto di Claudio Betetto

Salita del 6/01/15

Premessa

Della facile e comoda ma molto remunerativa ascensione al Miaron, ha già scritto Matthew con dovizia di particolari in SentieriNatura, tuttavia volevo descrivere anche io questa salita che ha saputo darmi molto.

Sulla cima del Miaron ero stato in un tormentato tramonto di Settembre e ancora prima l’avevo tentata durante una nevicata Novembrina, sbagliando il canale di accesso e finendo su una misteriosa cengia. L’idea di salirla d’inverno e all’alba si era fatta strada pian piano dentro di me e i primi giorni del Gennaio 2015, poco nevoso, si rivelano perfetti. Dopo la fantastica discesa con gli sci da Forcella del Nevaio e la salita al Dosaip con gli inseparabili Pola e Jacopo, aspetto due giorni causa venti forti in quota e dolori che sarebbe stato meglio non trascurare e mi ritrovo al Passo della Mauria, sotto una Luna pienissima.

Relazione

Dal Passo della Mauria (1298m), alla luce della frontale, prendo la carrareccia che conduce alla Caserma Miaron (1760m ca.), ottimo balcone sul centro Cadore. Fra le fronde appare spesso la Luna. Le gambe pedalano bene anche se le svolte che compie la strada non finiscono mai, tuttavia questa è conosciuta e salgo velocemente. Dalla caserma so che bisogna prendere inizialmente la traccia del Sentiero Olivato per abbandonarla quasi subito risalendo un impluvio di ghiaia più che instabile nel suo lato sinistro. A tratti i mughi aiutano ma verso la base delle pareti bisogna traversare a destra per innestarsi nel canalone principale della via normale.

Giungo in prossimità del canale e voltandomi indietro scorgo a Oriente le prime luci tuttavia non mi fermo perché so che i tempi sono contati. Fin qui trovo veramente poca neve, nel canale fortunatamente ce n’è di più ma raramente è portante e i ramponi sono inutili. Giungo faticosamente al risalto che d’Estate si presenta come un bel passaggio di I+, adesso reso insidioso da un lieve deposito di neve inconsistente. Ravano per bene alla base annaspando nella neve fresca, poi in equilibrio precario supero il saltino. Proseguo per uscire in forcella da dove ammiro la Luna sopra alle Marmarole.

Prendo la traccia a sx che costeggia in quota la montagna e finisce su una cengia… “ nel voltare riesce più delicata , per i piedi c’è spazio ma la roccia sospinge: o si passa gattoni o si va in equilibrio (6m vertiginosi, 1°grado)” L.V.

La cengia prosegue fino ad incontrare la cresta che scende dalla cima, unico punto in cui troverò più neve, fortunatamente non negli iniziali gradoni di I grado.

Arrivare in cima è un’emozione: l’alba è alle 7:46 e arrivo alle 7:45, alcune nubi all’orizzonte la ritarderanno tuttavia di qualche minuto. E’ una grande soddisfazione avercela fatta: l’alba in cima ad una montagna riempie sempre il cuore e lo fa volare lontano, oltre le nuvole, verso la libertà del cielo limpido della mattina.

Un sorso di thè e scatto alcune delle foto più belle che ho. L’Antelao viene a mò di dipinto e riesco ad immortalarlo anche con il gigante suo vicino, il Pelmo. Nel frattempo la Luna sta calando dietro alle Marmarole che bruciano di fuoco vivo, selvagge e impervie, degne del più avventuroso Alexander Supertramp.

Starei qui di più ma la società impone dei tempi che questa volta mi tocca rispettare. La sfida era anche questa, rimanere entro i tempi stabiliti. Sta di fatto che la cima è come una calamita ed è difficile staccarsene.

Ripercorro la cresta in senso contrario e scendo a valle con il ginocchio destro che inizia a dare i primi segnali di serio peggioramento ma con il morale straripante per quanto ancora la Natura ha saputo mostrarmi.

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All’imbocco del canale, le primissime, timide luci
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Verso la fine del canale, poca neve
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La Luna pienissima veglia su Marmarole e Antelao
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“Nel voltare riesce più delicata , per i piedi c’è spazio ma la roccia sospinge: o si passa gattoni o si va in equilibrio” L.V.
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La cresta finale
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Arrivo giusto in tempo
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Un brivido
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I due giganti: Pelmo e Antelao
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Come in un dipinto. Nel frattempo la Luna inizia a calare…
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…e divide perfettamente la catena delle Marmarole centrali dal sottogruppo dei Bastioni
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Foto con la croce malmessa
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Da dx a sx: Aiarnola, Croda da Campo, Cima d’Ambata, Cima Bagni, Popera, Croda dei Toni /Cima d’Auronzo
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E’ sempre breve il soggiorno in vetta…poi bisogna scendere
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Di nuovo, in discesa, sul canale
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