Cadorin – Scandolin, nel ventre della Croda Bianca 2841m

 

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L’immensa parete della Croda Bianca all’alba

Relazione e foto di Claudio Betetto

Premessa

Vedi: Una raminga intuizione fra i monti naviganti

Nell’Ottobre 2015 con l’amico Andrea, salii al Baion per tentare lo Spigolo Fanton ma la giornata dal meteo incerto ci fece desistere. La grinta e l’entusiasmo con cui Andrea mi ripropone di scalare la Croda Bianca è travolgente, così decidiamo di tenerci il Fanton per la stagione Autunnale e optiamo per la Cadorin – Scandolin, estetica via che risale il pilastro centrale dell’immensa parete Est.

Relazione

Dal rifugio Baion (1828m) seguiamo il CAI 262 che in breve porta sotto al vallone alla cui testata svetta Forcella Peronat (2207m). Rinveniamo alcune indicazioni per la forcella suddetta e poi saliamo per verdi in mezzo a massi e mughi a copertura rada. Man mano che ci si avvicina, la parete immensa della Croda Bianca è sempre più opprimente. Sotto alla forcella suddetta traversiamo a sx e ci immettiamo in un colatoio scartando a sx prima di un secondo colatoio più grande (sempre posto a sx). Affrontiamo alcuni canalini e rocce scaglionate senza passaggi obbligati (p. II+) fino a un ghiaione pensile. Qui siamo al cospetto della Croda Bianca.

Attacchiamo al centro della parete su un canalino-camino per uscire a dx dopo poco e scalare le placche appoggiate e infine un secondo caminetto (II) fino a raggiungere l’estremità inferiore sinistra degli strapiombi gialli. Poco sotto di questi traversiamo a sx fino ad un altro canalino che sale in diagonale da sx verso dx. Proseguendo ci imbattiamo in un avancorpo staccato dalla parete che risaliamo a dx, al di là della sua evidente cresta. In cima a quest’ultimo, sostiamo su anello cementato. Da qui iniziamo i tiri di corda veri e propri.

  • Saliamo per placca puntando ad un diedrino fessurato di roccia non solidissima. Troviamo poi un chiodo scomodo (attriti) e infine usciamo su dei terrazzini detritici e sostiamo a sx su ch. e anello cementato (IV con p. di IV+ sul diedrino);
  • Traversiamo a dx 2-3m e poi per magnifica placca con movimenti quanto mai vari saliamo in verticale (1ch. arancione). In uscita si trovano delle cenge detritiche che saliamo puntando ad un canale-camino sulla dx. Non traversare a sx in aperta parete. Sostiamo su ottimo spuntone giusto sotto a sx del suddetto canalino (IV p. IV+);
  • Saliamo il canalino-camino per sostare a dx su un chiodo, dopo uno spuntone instabile (III);
  • Attacchiamo la parete soprastante e con entusiasmante arrampicata rimontiamo una cengia che va seguita a dx. Nella prima nicchia, sul fondo, si rinviene un vecchio chiodo di sosta, sotto ad un camino (IV, p. IV+);
  • Saliamo il camino soprastante e poi proseguiamo su terreno appoggiato. Infine rimontiamo una facile fessurona per trovare la sosta su due cementati (III+ in camino, poi II-III);
  • Tiro molto lungo (55m) e divertentissimo che prima risale il camino-canale sulla dx e poi si tiene sullo spigolo fino a sostare su due cementati (IV e poi III+);
  • Superiamo gli ultimissimi 3-4m di spigolo e saliamo la soprastante paretina. Pieghiamo a sx risalendo le rocce appoggiate con detrito fino ad una cengia detritica. Sostiamo a sx di un canalino-camino su cementati (II-III)

Qui ci siamo slegati viste le difficoltà contenute (II) e abbiamo iniziato a seguire gli ometti. Risalito il suddetto canalino-camino, abbiamo insistito sulla traccia per poi discendere di qualche metro in un canale con a sx dei massi strapiombanti. Li abbiamo aggirati a dx per traccia (p. scabroso) e poi siamo rientrati più in alto nel canale per abbandonarlo ben presto e portarci di nuovo a dx per roccette articolate. Infine su in verticale fino alla selletta che divide cima e anticima. Brevemente a dx per cresta in vetta.

Discesa:

Avviene per la via normale su terreno insidioso per il detrito. Si ripercorre la cresta a ritroso oltrepassando la selletta e l’anticima e si seguono sempre in cresta i segni rossi. Dopo poco degli ometti invitano ad abbandonare la cresta sulla dx. Si disarrampicano tratti insidiosi (II instabile e con detrito, 2 spit) e si trova un ometto su uno spiazzo. Qui a dx si attraversano prima una fascia di rocce inclinate e sporche e poi un anfiteatro di ghiaie e rocce. Ci si tiene alti e si scavalca una paretina scendendo dall’altra parte (corda fissa per scendere, altrimenti p. III). In breve per traccia si arriva sulle placconate nord della Cresta degli Invalidi da cui facilmente si raggiunge Forcella Marmarole (2661m). Da qui in circa un’ora di faticoso sentiero (attrezzato nella parte alta) si ritorna al CAI 262 e poi al Rif. Baion (Vedi: Cimon del Froppa).

Note

Via d’ambiente la cui difficoltà tecnica non è elevata, in quanto non supera mai il IV grado superiore ma lo sviluppo complessivo di 600m risulta essere notevole. Solo 2 i chiodi di passaggio trovati, sempre presenti invece le soste (1 o 2 anelli cementati e/o chiodo) di cui solo una con un solo chiodo. Tenere conto anche della discesa per nulla scontata, lunga ed insidiosa per la roccia instabile.

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Ottobre 2015: rinunciamo al Fanton e saliamo il Monte Peronat fra le nebbie
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Estate 2016: ci accampiamo al Baion e ci svegliamo di buon’ora, godendoci l’alba sul Ciastelin
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Man mano che ci avviciniamo la parete della Croda Bianca diventa sempre più opprimente
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“Sotto alla forcella suddetta traversiamo a sx e ci immettiamo in un colatoio scartando a sx prima di un secondo colatoio più grande (sempre posto a sx). Affrontiamo alcuni canalini e rocce scaglionate (qui in foto) senza passaggi obbligati (p. II+) fino a un ghiaione pensile”
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Il ghiaione pensile prima dell’attacco della parete
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“Attacchiamo al centro della parete su un canalino-camino”
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Per cengette e canalini
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“…Raggiungere l’estremità inferiore sinistra degli strapiombi gialli. Poco sotto di questi traversiamo a sx fino ad un altro canalino…”
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Il diedrino fessurato di roccia non solidissima del I tiro (IV/IV+)
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Il Dori mi raggiunge in sosta del II tiro…
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…E riparte per il III tiro
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Saliamo il canalino-camino sulla dx
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Sul camino della 5° lunghezza
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Il 6°tiro, lungo 55m lungo lo spigolo
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Dopo il 7°tiro “ci siamo slegati viste le difficoltà contenute (II) e abbiamo iniziato a seguire gli ometti”.
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Gli ultimi metri prima dell’uscita
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Brevemente dall’uscita per cresta in cima
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Autoscatto arrogante
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In discesa sul primo muretto di II grado instabile (2 spit)
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“…si trova un ometto su uno spiazzo”
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Cengetta esposta
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Dante e Virgilio con l’orrida cengia alla base. Optiamo per aggirarli a dx senza percorrerla
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In discesa ci folgora l’apparizione dello Spigolo Olivo, alla Cresta degli Invalidi
e
Ed infine la visione sulla Cresta del Miaron, Cima Pitacco e Punta Cozzi al tramonto, ci apre il cuore
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2 commenti su “Cadorin – Scandolin, nel ventre della Croda Bianca 2841m

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    Thank you so much!That climbing day in the heart of Croda Bianca was amazing.
    Oh wow! Did he talk about the route Cadorin-Scandolin or about Croda Bianca?

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