Rocca Patanua 2410m e Punta Lunella 2772m

Relazione e foto di Matteo De Piccoli

Introduzione
La Rocca Patanùa è una montagna ben visibile dalla Val Susa e una tra le più conosciute di questa zona; è abbastanza frequentata vista l’altezza non eccessiva e il tipo itinerario, vario e interessante. In Piemontese Patanua significa nuda, nome dovuto probabilmente al fatto che la cima è sgombra di neve anche nella stagione invernale vista la ripidezza da tutti i lati.
Dalla Rocca è possibile proseguire in cresta fino in Punta Lunella (2772m), bella cima molto panoramica che fa da spartiacque tra la Valle di Lanzo e la Val Susa: vista la sua posizione in bassa valle ha una discreta elevazione rispetto al territorio circostante, toccando quasi i 3000 metri; concede inoltre una vista splendida sul Rocciamelone e tutta la sua bella cresta Est.

Descrizione Itinerario
Partiti in treno da Torino scendiamo alla stazione di Bruzolo (410m); partecipano alla gita Davide, Francesco e Andrea. Vista la stagione ancora poco estiva speriamo di non trovare troppa neve almeno fino alla Rocca Patanua e in base al tempo e alla voglia decideremo che fare arrivati in vetta, almeno questi sono i programmi.
Dalla stazione di Bruzolo ci dirigiamo verso l’abitato di S. Didero per prendere il sentiero 564 che dovrebbe essere vicino alla chiesa (anche secondo le diverse relazioni consultate). Non troviamo nessun sentiero nè prima nè vicino alla chiesa e dopo 10 minuti buoni buttati al vento decidiamo di salire dritti per dritti nei boschi che circondano la chiesa: in fondo sembra esserci una traccia e la direzione è quella.. ma soprattutto la buona riuscita della gita dipende dalla nostra velocità nel salire.
Passiamo più di venti minuti nel bosco salendo alla meno peggio in mezzo a rovi e cespugli prima di trovare una traccia che ci riporta al sentiero vero e proprio. Da qui proseguiamo agevolmente fino all’abitato di Maffiotto (1323m), che conserva i resti di un interessante cimitero (Fin qui si può arrivare in macchina). Dopo una brevissima sosta ripartiamo verso la Rocca, seguendo il sentiero 564 che porta fino all’Alpe Formica (1905m), situata in uno stupendo altopiano. Qui davanti si staglia una bellissima muraglia rocciosa, che preferiamo attraversare direttamente piuttosto che aggirare, cosa che non si rivela difficoltosa. Riprendiamo nuovamente il sentiero e superiamo i prati che portano agli ultimi salti rocciosi prima della cima, che viene aggirata sul versante Ovest e poi risalita per facili roccette. Fin qui poca neve, è l’una e mezza e abbiamo poca acqua, causa la bella gornata e la lunga salita, sia in termini di dislivello che di sviluppo. La cresta di fronte a noi è coperta di neve a tratti ma non molto ripida e Punta Lunella sembra così vicina e invitante, maestosa. Ci consultiamo e anche grazie a più di un litro d’acqua donatoci da altri ragazzi trovati in cima, ci avviamo di gran lena lungo la cresta, fiduciosi di arrivare fino in punta: ci diamo due ore per evitare di tornare troppo tardi cercando di non perdere l’ultimo treno.. In cresta non troviamo molta neve e arrivati al Passo prima di Punta Cruvin abbandoniamo il sentiero e proseguiamo tagliando in diagonale sui ripidi prati/pietraie sottostanti la cima, aggirando così i punti più innevati. Affrontiamo dei piccoli salti rocciosi per riprendere la cresta, nel punto in cui si interrompe per portare in vetta alla Lunella. Qui la neve è molta di più ma delle tracce ci agevolano nel passaggio, in diversi punti un po’ critico a causa della neve. Qui ci aspetta l’ultimo tratto prima della cima, abbastanza ripido, reso infido dallo scioglimento della neve e dalla neve stessa.
Giungiamo in vetta appena in tempo, la fatica è stata moltissima ma che soddisfazione! Splendida la vista su tutta la cresta che porta fino in cima al Rocciamelone e nelle valli circostanti. Giusto il tempo necessario a bere la birra portata faticosamente sin qua e corriamo verso valle, ci aspetta una discesa lunghissima. Senza troppe difficoltà nonostante le nebbie, ripercorriamo il percorso fatto in salita; sono curioso però di capire dove avremmo dovuto prendere il sentiero all’inizio; noto che ci eravamo spinti troppo avanti: si doveva infatti girare ben prima, al parco all’entrata di San Didero e percorrere una specie di sottopassaggio; tale strada
portava poi al sentiero per Maffiotto. Arriviamo in stazione a Bruzolo intorno alle 21.

Volendo fare una variante più interessante è possibile percorrere la cresta Sud di Rocca Patanua: questa  consente di giungere in cima in piacevole arrampicata.
Giunti in vista della Rocca, prima di aggirarla verso Ovest dal sentiero (appena superato a sx un torrione) si nota un’esile traccia snodarsi a dx (Est-NE) risalente un canale sporco. In breve si giunge all’attacco della cresta Sud: si affrontano delle roccette e si supera una paretina di II un po’ esposta. Si prosegue direttamente lungo la cresta, diversi punti sono aggirabili ma l’arrampicata è sempre piacevole e mai esposta o difficoltosa (non si supera il II), vale quindi la pena proseguire in modo abbastanza diretto.
Si giunge in cima in breve, lo sviluppo non supera infatti i 150 m.

Note Tecniche
La gita non presenta difficoltà alpinistiche in queste condizioni di innevamento, lo sviluppo è molto lungo, più di 20 km e il dislivello supera i 2300 metri. Se si percorre la cresta Sud può essere utile il casco, con un minimo di confidenza si può procedere slegati con tranquillità.

Gita dell’11 maggio 2014.
Cresta Sud percorsa il 18 aprile 2015.

Il "vecchio" cimitero a Maffiotto
Il “vecchio” cimitero a Maffiotto
I roccioni sopra l'Alpe Formica
I roccioni sopra l’Alpe Formica
Quasi in cima; sullo sfondo Rocca Sella, Musinè e Sacra di San Michele fanno da entrata alla Val Susa
Quasi in cima; sullo sfondo Rocca Sella, Musinè e Sacra di San Michele fanno da entrata alla Val Susa
La bella cresta che si sviluppa dalla Lunella passando per Grand'Uia (2666m), Cima Fenera (2620m), Monte Turlo (2590m), Palon (2965) e Rocciamelone (3538m)
La bella cresta che si sviluppa dalla Lunella passando per Grand’Uia (2666m), Cima Fenera (2620m), Monte Turlo (2590m), Palon (2965) e Rocciamelone (3538m)
In Cima alla Rocca Patanua
In Cima alla Rocca Patanua
Scendendo dalla vetta
Scendendo dalla vetta
Banchi di neve sospesi
Banchi di neve sospesi
La cresta da percorrere e Punta Lunella sulla destra
La cresta da percorrere e Punta Lunella sulla destra
In cima a Punta Lunella, la cresta percorsa e Rocca Patanua
In cima a Punta Lunella, la cresta percorsa e Rocca Patanua
Il catino sottostante la Lunella
Il catino sottostante la Lunella
Croce di vetta
Croce di vetta di Punta Lunella
Scendendo dalla Lunella per riprendere la cresta che riporta alla Patanua
Molto bello il tratto finale di Punta Lunella
Cresta da Rocca Patanua a Punta Cruvin
Cresta da Rocca Patanua a Punta Cruvin
Funghi di nebbia, Punta Cruvin alle spalle
Funghi di nebbia, Punta Cruvin alle spalle
Gioco di luci sul Rocciamelone
Gioco di luci sul Rocciamelone
Quasi arrivati alla Patanua, Il gruppo dell'Orsiera alle spalle
Quasi arrivati alla Patanua, Il gruppo dell’Orsiera alle spalle
Il bosco sotto Maffiotto
Il bosco sotto Maffiotto
La Sacra di San Michele tra le nuvole
La Sacra di San Michele tra le nuvole
Panoramica sul Rocciamelone
Panoramica sul Rocciamelone
L'imbocco della Val Susa e la pianura torinese. Sacra alle spalle
L’imbocco della Val Susa e la pianura torinese. Sacra alle spalle
Siamo quuuasi giunti all'"attacco" della cresta Sud
Siamo quuuasi giunti all'”attacco” della cresta Sud
La paretina di II
La paretina di II
In cresta
In cresta
Passaggi in cresta, l'esposizione non è mai eccessiva e la roccia buona
Passaggi in cresta, l’esposizione non è mai eccessiva e la roccia buona
Sulla cresta di Rocca Patanua
Sulla cresta di Rocca Patanua
Si giunge in breve alla croce di Vetta
Si giunge in breve alla croce di Vetta
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