Deviazione al Mont Dzalou (3003m) – Cresta Ovest

Relazione di Matteo De Piccoli.
Gita del 14-15 maggio 2015 compiuta con Nicholas.

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Introduzione
Dopo un weekend passato al Melloblocco la voglia di tornare per monti bussa prepotentemente. Le mete potenziali sono molte ma l’attenzione si punta su una in particolare: la Becca di Luseney.
La montagna in questione infatti svetta imponente in Valpelline e la sua piramide sommitale è perfettamente visibile dall’abitato di Bionaz con i suoi 3504 metri.
L’obiettivo sarebbe salire la sua parete Nord pernottando al bivacco Chentre-Bionaz…

Descrizione della salita
Solita levataccia mattutina, mi accingo a prendere il treno che porta ad Aosta. Qui mi attende Nicholas alle 8.
Partiamo alla volta di Biona, in cui ci fermiamo per bere un paio di prelibatezze locali e discutere sul da farsi. Il meteo non è proprio promettente, l’aria è fredda e cade pioggia mista a nevischio. Poco male, domani sarà meglio.
Lasciamo la macchina a La Ferrere (1687m) e prendiamo il sentiero 14, che seguiremo fino al bivacco.
Il sole fa capolino mentre lasciamo alle nostre spalle il versante Sud della valle e il sentiero si diparte in uno stupendo bosco con pareti calcaree che potrebbero essere delle interessanti falesie. Proseguiamo per la Comba d’Avè giungendo fino alla conca d’Arbiere dove si comincia a sprofondare su 30-50 cm di neve poco portante. Gli zaini sono quasi opprimenti e il passo ne risente, mi pento dell’inattività delle due settimane precedenti.
Risaliamo faticosamente fino al Pra de Dieu: la Luseney domina il panorama, incutendo sensazioni di euforia mista a paura e rispetto. E’ una montagna stupenda, gigantesca, e da questo versante sembra inaccessibile.
Piuttosto che prendere il canale dove porterebbe il sentiero puntiamo verso la grossa protuberanza rocciosa alla sua destra salendovi direttamente. La scelta non si rivelerà così furba, siamo constretti ad affrontare tratti in buona pendenza su neve completamente marcia.
Finalmente sbuchiamo nei pressi del Bivacco: sono le due passate e ci abbiamo messo ben 3 ore! Molto più del previsto.
L’ambiente però è spettacolare. Il bivacco Chentre Bionaz (2530m) è posto su una protuberanza nel mezzo di una enorme conca, ora riempita della neve vergine caduta per tutta la settimana. L’effetto visivo è impressionante: la neve è tanto vergine e uniforme da sembrare un fluido totalmente fermo. Dona un senso di immobilità e pace totalizzanti.
Tale conca è circondata da un anfiteatro di cime su cui, a Sud, domina prepotente la Luseney.
Sono un po’ scosso e non voglio porre attenzione alla Nord, non pronuncio verbo. Entriamo in bivacco e ci rifocilliamo, a pancia piena si ragiona meglio. Per avere una miglior visione d’insieme decidiamo di salire sui pendii a Nord del bivacco che conducono alla cresta che porta poi al cono del Mont Dzalou (3003m). In fretta risaliamo i ripidi prati innevati, il terreno è più che ravanatorio.
Giungiamo sulla cresta sommitale che proseguendo si fa più nevosa e ripida: l’aspetto è decisamente invitante! Decidiamo però di fermarci, non è il caso di proseguire vista l’ora. La situazione non è per nulla promettente: salendo sono cadute diverse slavine spontanee da diversi versanti esposti a Nord, anche in prossimità del percorso di accesso al ghiacciaio della Luseney. I canali non sembrano propriamente in condizione e osservando il ghiacciaio ci rendiamo conto che l’innevamento è ben più importante di quello che potessimo immaginare.
Riscendiamo al bivacco e ragioniamo sul da farsi; muoversi non avrebbe molto senso, si rimarrebbe comunque in zona e le condizioni rimarrebbero le stesse. Rimaniamo a goderci la serata in bivacco e provare piuttosto il giorno successivo la cresta Ovest al Mont Dzalou: scopriremo che la deviazione si rivelerà di tutto rispetto.
Un’ottima cena e del buon vino riscaldano gli animi.
La mattina successiva alle 8 nuovamente puntiamo ai pendii innevati alla sinistra del bivacco. La neve è dura e scegliamo di salire per un canale poco più avanti piuttosto che per rocce e prati come il giorno precedente. Superiamo qualche passaggio su roccia che ci sveglia definitivamente e puntiamo alla cresta giungendo in fretta alla cresta vera e propria.
Ci raggiunge il sole, il meteo è meraviglioso, la giornata tersa e la visibilità totale. Si attacca la cresta che in diversi punti si restringe non poco e costringe al superamento di simpatici ponti di neve che attraversiamo in fretta. In breve giungiamo a un pianoro in leggera pendenza che tosto porta alla piramide sommitale del Mont Dzalou. La pendenza aumenta toccando in alcuni punti i 40-45°, le condizioni della neve sono perfette e salire è un vero piacere. Sbuchiamo nella cresta sommitale, innevata e sospesa: si vede la cima, ormai a pochi passi.
Il panorama spazia a 360°: svettano Rosa e Cervino a Nord, ma lo sguardo spazia dal Mont Gelè all’Evecque fino alla Tete de Valpelline e la Point de Tsan. A sud la Luseney è splendente, i suoi ripidi pendii riflettono  la luce del sole in modo accecante. Con la dovuta pazienza saliremo anche lì.
Dopo le foto di rito e una appagante pausa in vetta riscendiamo questa volta dalla normale. Già oggi le condizioni sono ben migliori ma rimaniamo paghi della nostra scelta. Il pendio si scende in fretta, in breve siamo al Bivacco.
Consumiamo un buon pasto e torniamo, nostro malgrado, alla “civiltà”.

Note tecniche
La salita può essere effettuta anche in giornata, oppure pernottando al bivacco è possibile accoppiarla al Dome de Pra de Dieu (3241m). Si consiglia però di percorrere la cresta a un orario possibilmente mattutino… O omunque con neve portante. Necessari piccozza e ramponi, volendo può essere utile uno spezzone di corda volendo fare il breve tratto di cresta in conserva. Da valle il dislivello è suppergiù di 1500 metri, in queste condizioni 5 ore in salita e 3 ore e mezza in discesa (con buon passo).

Il Pra de Dieu
Il Pra de Dieu
Nevai prima del bivacco
Nevai prima del bivacco
Nicholas instancabile batte traccia
Nicholas instancabile batte traccia
Il bivacco Chentre-Bionaz. Sulla sinistra i pendii innevati percorsi per giungere in cresta. La cresta continua sino alla piramide del Mont Dzalou
Il bivacco Chentre-Bionaz. Sulla sinistra i pendii innevati percorsi per giungere in cresta. La cresta continua sino alla piramide del Mont Dzalou
Risalendo i pendii
Risalendo i pendii
La cresta per lo Dzalou, Dome de Pra de Dieu, Becca di Luseney
La cresta per lo Dzalou, Dome de Pra de Dieu, Becca di Luseney
Giochi di luce
Giochi di luce
Panoramica verso Ovest. Alla mattina dal bivacco
Panoramica verso Ovest. Alla mattina dal bivacco
Preferiamo salire il canale, la neve è ottima
Preferiamo salire il canale, la neve è ottima
Ultimi pendii ghiacciati prima di giungere in cresta
Ultimi pendii ghiacciati prima di giungere in cresta
Pendenze
Pendenze
Sbuchiamo in cresta
Sbuchiamo in cresta
Verso la piramide sommitale del Mont Dzalou
Verso la piramide sommitale del Mont Dzalou
La Luseney fa capolino
La Luseney fa capolino
Si scorge la croce di vetta
Si scorge la croce di vetta
Percorrendo la cresta sommitale
Percorrendo la cresta sommitale
Il Lago de Places Moulin. Dall'Evecque alle Murailles
Il Lago de Places Moulin. Dall’Evecque alle Murailles
Dome Pra de Dieu e Luseney. La vista è mozzafiato
Dome Pra de Dieu e Luseney. La vista è mozzafiato
In vetta
In vetta
L'"altopiano" innevato dopo la cresta, il pendio poi acquista ripidità
L'”altopiano” innevato dopo la cresta, il pendio poi acquista ripidità
Vecchie slavine
Vecchie slavine
Prima di tornare al bivacco preferiamo salire un ultimo canale... Meglio macinare dislivello
Prima di tornare al bivacco preferiamo salire un ultimo canale… Meglio macinare dislivello
La Luseney, magnifica
La Luseney, magnifica
Si torna al bivacco a godersi il resto della giornata
Si torna al bivacco a godersi il resto della giornata
Siamo ormai alla macchina
Siamo ormai alla macchina
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