Cengia Gabriella Integrale – Un viaggio orizzontale nel cuore di Cima Bagni

<< Nel selvaggio ed ameno mondo delle rocce

Dove ad ogni istante qualcosa si sgretola,

ed ogni forma si riduce a silenzio,

noi umani andiamo passando via il cielo e la terra,

frantumando miti e paure, senza accorgerci

di quella brezza che ci sta investendo come una benedizione >>

                                                                                      Vittorino Mason

Avventura del 4/5-08-17

Relazione e foto di Claudio Betetto

Premessa

Avevo tentato di mettere in pratica la malsana idea di percorrere la Cengia Gabriella Integrale (Cengia Alta Ovest di Cima Bagni o Cengia Gabriella Prima + Ferrata della Cengia Gabriella Seconda) già due anni fa ma il maltempo mi aveva respinto al bivacco Gera.

Quest’anno ho approfittato di due giornate libere per provare a perdermi fra queste crode marce…ci sono riuscito pagando un prezzo ma ne è valsa la pena.

Relazione

Parto da Reane (870 m ca.) e pian piano risalgo il sentiero che porta al bivacco Gera. E’ veramente uno spaccagambe, forse peggio di quello per il bivacco Tiziano. Con lo zaino abbastanza pesante e la prospettiva di una lunga giornata non posso permettermi di correre, così arranco prima sulla carrareccia contornata dai Pini Silvestri, poi si alternano alcuni tratti in bosco ad altri su ghiaione. A metà valle si incontra il masso sotto al quale bivaccarono Darmstadter e Orsolina (quello delle cime à) nel lontano 1890. Brividi.

Insisto seguendo i segnavia e supero un breve tratto in un colatoio, attrezzato con cavo, che conduce al termine del canale e poi su dei prati oltre i quali arrivo al bivacco Gera (2230m). Sono stanco  ma ne ho ancora. I problemi vengono dopo quando devo percorrere la pietraia fino a forcella Anna (2570m) sotto la candela del Sole. In forcella sono alla frutta.

La prima meta è Cima de Ambata (2872m). Per raggiungerla imbocco il primo canalino a sx (I) e seguendo gli ometti arrivo ad un piccolo circo ghiaioso. Nel suo punto più basso due ometti segnano l’inizio della traversata per Cima Bagni.

Per salire a Cima d’Ambata tengo la sx del circo suddetto per roccette (I) e poi imbocco un canalino (I+) fino alla cresta. Poi per sfasciumi e passi di I fino in cima.

Qui mi rifocillo ma non sono troppo in forma, lo zaino si fa sentire.

Discendo fino alla coppia di ometti e prendo la traccia che segue. Questa è una cengia discendente all’inizio, poi dei sali-scendi senza grosse difficoltà conducono in Forcella Bagni (2690m). Qui, per evitare un torrione, scendo leggermente a sx per ghiaie e risalgo a dx. Seguendo degli ometti mi porto in versante Est e con vari passi esposti (una doppia, altrimenti II+, cordone poi recuperato risalendo senza zaino) raggiungo un grande canalone di sfasciumi. In uscita dal canalone c’è il collegamento con la via Siorpaes alla Cima Bagni, utile in questo caso in discesa. Vorrei salire fino cima ma un temporale avanza ed è meglio evitare rogne.

Scendo tendendo in diagonale a dx e seguendo i pochi ometti (I+) raggiungo gli antri che contornano a monte il leggendario Ciadin del Biso. Qui finisce la tappa del primo giorno. Mi sistemo per la notte dentro all’antro. Un ruscello assicura l’approvigionamento idrico.

Vittorino Mason parla di spazio per 9 persone, comodamente ci si sta forse in due. Scomodi in 3.

La notte trascorre travagliata dentro al peggior temporale della mia vita. Le crode si illuminano a giorno ad ogni lampo e la terra trema. Piovono sassi di tutte le dimensioni e mi raggomitolo dentro al sacco piuma tentando di dormire ma non ci riesco, poi quando il temporale si placa, il sonno prevale.

L’indomani intimorito scendo fino ai verdi e svolto a dx (faccia a valle), supero alcuni canalini e mi porto nella parte alta del seguente prato. Qui prende una traccia che svolta a dx: ha inizio la Cengia Alta Ovest di Cima Bagni, o Cengia Gabriella Prima. Evito il primo passo esposto (III) con una doppia da 10m su provvidenziale spuntone (individuata in sopralluogo la sera precedente). Risalgo poi sulla traccia per gradoni e poco dopo, oltre un canale, passo sotto ad un masso incastrato e faccio un traverso su roccia marcia e instabile oltre il quale risalgo senza zaino (poi lo recupero) una breve paretina ( 4m di III, passo atletico in uscita).

Una esile cengetta mi porta su una bancata ghiaioso-erbosa che mantiene la quota. Supero un passo esposto su un canale-camino (segnavia CAI!!!) e proseguo.

Raggiunto un largo canale di sfasciumi che scende da dx, lo risalgo prendendo un canalino di I grado per uscire a sx. Dopo poco la cengia muore, bisogna quindi imboccare a sx (faccia a valle) per un canalino (visto dal basso è una mega-rampa) e con passi di I e II grado si giunge fino alla base. Gli ultimi metri sono su sabbia (doppia da 20m su clessidra marcia).

Scendo l’orrido canalone con massi di ghiaccio che grondano acqua e sassi che ad ogni minuto piovono dall’alto fino ad arrivare al Bivacco Battaglione Cadore (2219m).

Fino all’ultimo sono tentato a desistere ma poi vedo che qualcuno sale, così decido di proseguire.

Risalgo i 200m che mi separano dall’attacco e piego a sx per raggiungere la ferrata (Vedi Anello del Popera con variante “Prati di Croda Rossa”) dove vado bello spedito. La discesa per il sentiero che scende dal Rifugio Carducci metterà alla prova i miei piedi che con le scarpe nuove saranno ridotti maluccio.

Il sentiero è totalmente distrutto nella parte bassa della Val Giralba ma percorribile.

In autostop ritorno a Reane alla macchina. Che giornate.

Note

Itinerario lungo e insidioso con vari passi di I e II e due di III su roccia marcia (cordone azzurro e fettucciona bianca lasciati).

Dopo questa traversata mi sono riproposto che per un bel po’ non ne avrei più voluto saperne di itinerari di questo genere. Il respiro è ampio ma la tensione nervosa elevata, soprattutto in solitudine. Ma il bello è anche questo…

Le Marmarole viste dal sentiero che sale al Gera
Brividi
Il passo attrezzato per salire al bivacco Gera
Bivacco Gera
Dietro al Bivacco Gera. evidente il ghiaione che va risalito a sx per raggiungere forcella Anna
La parte alta della normale a Cima de Ambata, prima del canalino di I+
Verso Cima Bagni da Cima de Ambata
Questo è il terreno
Scorcio su forcella Bagni. In secondo piano Cima Bagni
Calata dall’ometto
Strapiombi aggettanti
Verso il canalone da raggiungere
L’antro nel quale dormirò
Da dentro l’antro
Il Ciadin del Biso
Il passo esposto su canale/camino con segnavia CAI
Ometti guidano ma la via è inequivocabile
L’orrido, scendendo verso il Battaglione Cadore
Calata su sabbia
Calata su sabbia
La rampa fatta in discesa dalla Cengia alta Ovest di Cima Bagni

Bibliografia

Vittorino Mason, Il libro delle Cenge.

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