Punta Nera 2847m – Via normale in condizioni invernali

Le rocce sommitali di Punta Nera

Premessa

C’è il momento per ogni salita e quando il meteo non concede buone speranze, a volte è bene essere conservativi e scegliere un piano alternativo.

Dovevamo andare in Marmarole ma all’ultimo, causa tempo incerto, decidiamo di ripiegare su Punta Nera, il gruppo è quello del Sorapiss. La via normale in Estate oppone difficoltà date di I+, così pensiamo che in Inverno possa rivelarsi interessante.

Dormiamo al parcheggio delle piste da sci del Faloria (1698m) e partiamo ad ora antelucana con le frontali.

Relazione

Risaliamo le piste e ci portiamo nel punto più alto degli impianti a 2362m. Da qui si diparte una crestina che è pure sentiero segnato e la seguiamo su neve fino alla forcella Faloria (2309m). Puntiamo ora alla forcella di Punta Nera e calziamo i ramponi dopo poco. Inizia un lungo traverso che fa guadagnare quota pian piano. La neve non è ottima ma più che buona, il rigelo notturno c’è stato!

Nella parte alta del vallone che stiamo risalendo, imbocchiamo un primo canalino che con pendenza di 50° ci porta su di un nevaio da cui si dipartono due evidenti canali. Sella di Punta Nera (2738m) è alla nostra sinistra.

Il canale più a destra è quello che più ci attira perché logico e verticale fino ai pressi della cima ma un passaggio iniziale su roccia ci fa desistere visto che non abbiamo con noi materiale per proteggere. D’altro canto il canale all’estrema sinistra appare invitante ma poco ingaggioso. Scruto bene la parete e noto una rigola di neve centrale, larga al massimo un metro e mezzo che sale in obliquo da dx a sx., attira parecchio! Detto fatto ci siamo dentro: la pendenza è di 55° su neve con passi di misto e II+ su roccia, il canalino è incassato e veramente stupendo! Usciti, seguiamo la neve alternando piccoli nevai a canalini (50°). Un ultimo passo di misto e poi sbuchiamo in cresta. In breve sulla detritica e austera cima.

Nuvoloni neri si stanno addensando e non promette bene: 10 minuti massimo e si scende. Ci ristoriamo e l’autoscatto ha successo al primo colpo. In discesa decidiamo di sfruttare il canalino evitato in discesa (45° con passaggino di misto più ripido in fondo) e poi a ritroso per la via seguita in salita.

Per l’ora di pranzo siamo alla base, felici di aver saputo impiegare al meglio questa giornata pur non rispettando i piani iniziali.

Note

Difficoltà: 500m/AD/55°/M/II+ in roccia

Dislivello complessivo: 1150m

Salita molto bella, sporcata dall’avvicinamento, effettuato su pista da sci. Si può in alternativa salire dal versante Est passando per il Rifugio Vandelli, sicuramente in ambiente più vario e interessante.

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