Ambiente e clima

Eccoci qua.
Dopo qualche anno di relazioni più o meno tecniche sulle vie salite in montagna abbiamo deciso che potevamo spenderci anche per delle iniziative di divulgazione oltre che prettamente alpinistiche. Questa possibilità, coniugata a una certa consapevolezza acquisita nei corsi di studio intrapresi (biologia, scienze forestali, ingegneria energetica…)  e da diverse discussioni in cui ci siamo trovati  uniti dalla stessa opinione ci ha portati a mettere in evidenza dei problemi che ogni giorno di più entrano nella nostra quotidianità: i cambiamenti climatici, lo sfruttamento iperintensivo del territorio (montano e non), la difficoltà di coniugare uno stile di vita sostenibile col vivere nella società moderna e diversi altri.
Tematiche vaste e complesse, con numerose cause e conseguenze, che però stanno emergendo agli occhi di tutti con tutta la severità che le caratterizza.
Vista la sensibilità acquisita per Natura e ambiente siamo particolarmente interessati a questi temi, spinti in particolare dal voler salvaguardare i tesori nascosti nei nostri ambienti alpini che saranno inevitabilmente destinati a cambiare se non ci sarà un’inversione di rotta.
E magari fare un piccolo passo in più spingendo verso un modello di vita che possa essere adeguato anche alla sopravvivenza del nostro ecosistema e dell’intero pianeta.
Questo ci ha portati a voler provare a dare un contributo più forte prendendo una posizione, cercando di non rimanere a guardare dalla platea.
Perchè a causare questi cambiamenti stiamo contribuendo tutti.
La speranza di noi Salvadis è, attraverso questa sezione, di poter condividere con Voi lettori e appassionati di montagna (e non solo) articoli e riflessioni. Così facendo, speriamo si possa trovare un input, un significato che porti a una maggiore spinta e consapevolezza per indirizzare in modo più conscio le nostre scelte, quotidiane e non.
Affronteremo diversi temi approfondendoli e dando degli spunti, cominciando con quello dei cambiamenti climatici.

Innalzamento della Temperatura fino al 2015 (Fonte Nasa)

Una breve introduzione
Il tema dei “cambiamenti climatici” viene considerato in questa sede come l’insieme dei fenomeni che per causa antropica stanno modificando il clima terrestre.
Temi di carattare ambientale e di critica all’attuale modello occidentale e ora globale ci sono da molti anni, basti pensare al Club di Roma fondato negli anni ’60  che ha dato vita al libro “Limits to growth“, i limiti dello sviluppo; un testo che ormai 50 anni fa prevedeva i problemi con cui adesso ci troviamo a fare i conti in modo orwelliano.
Praticamente la totalità della comunità scientifica concorda sul fatto che tali cambiamenti siano di natura antropica, e a livello accademico queste discussioni sono più che superate: ormai non si parla più del perchè ma del come fare per affrontare un problema che ha assunto proporzioni enormi.
In diverse parti del mondo si è già costretti a fare i conti materialmente con tali accadimenti (Fiji, USA, Cina ecc); senza andare troppo distanti, lo vediamo in Italia soprattutto nelle Alpi e nel “nostro” Mediterraneo: parlate con un alpinista e chiedetegli come sta il ghiacciaio del Monte Bianco, parlate con un subacqueo e chiedetegli come si stanno modificando fauna e flora nel Mediterraneo.
La Nasa stessa sviluppa ormai da diversi anni dei modelli fluidodinamici per calcolare l’influenza di tali cambiamenti non solo sul clima “terrestre”, ma anche su quello marino. Per fare un esempio, su quelle che potrebbero essere le conseguenze dello scioglimento dei poli sulla Corrente del Golfo (la corrente che porta acqua più calda dagli Stati Uniti e permette all’Europa di avere un clima mite: Roma è alla stessa latitudine di New York).
Gli scenari sviluppati da studiosi sul tema si basano su modelli per le quali si prevede un innalzamento di temperatura che entro questo secolo con gli attuali consumi si attesterebbe tra i 3 e i 4° C . Le conseguenze sarebbero devastanti e cancellerebbero il mondo come lo conosciamo: innalzamento del livello marino (la maggior parte della popolazione terrestre vive sulle coste) dovuto allo scioglimento dei ghiacci, acidificazione degli oceani, desertificazione, incremento degli eventi estremi (da tempeste e alluvioni a prolungate ondate di siccità) e la lista potrebbe continuare a lungo.
Ci rendiamo conto, con un banale 2+2, che siamo di fronte a un problema globale, che coinvolge tutti allo stesso modo e da cui non si può scappare o fare finta di niente.

Impatto dei cambiamenti climatici sulla salute umana (Fonte: U.S. Climate Resilience Toolkit)

Senza entrare in merito a sistemi e società, il dato di fatto è che la specie umana è arrivata ad avere un condizionamento sugli equilibri del nostro stesso pianeta trovandosi oggi di fronte a un bivio che non lascia scelta. O si frena o si andrà incontro a una catastrofe.
Al di là di tutto, l’idea di non permettere alle generazioni che arriveranno dopo di noi di godere di ciò di cui noi abbiamo goduto non è nè etico nè rispettoso.
L’idea di avere la responsabilità di essere giunti a questo punto inevitabilmente spinge a muoversi verso una direzione più consapevole a prescindere dal nostro credo religioso, politico o dal colore della pelle; la Natura non guarda in faccia a nessuno.
Se è vero che la società in cui viviamo è molto complessa, è altrettanto vero che noi abbiamo una scelta rispetto alle nostre azioni. Pensare di più alle conseguenze dei nostri gesti, anche se sembrano piccole e se siamo solo uno su miliardi di persone, fa la differenza. E’ proprio perchè le nostre azioni hanno un peso che siamo prossimi al collasso!
Dobbiamo quindi essere noi a rimboccarci le maniche e fare ciò che è possibile per cominciare un cambiamento che purtroppo ci lascia con le ore contate prima ancora di cominciare.
Sapere ciò che succede e cercare di capirlo è il primo – necessario – passo verso la cima di quella montagna che, se scalata, ci mostrerà gli orizzonti di cui si ha bisogno per vivere con rispetto in questo mondo, in questa Terra, in questa Natura.

Se siamo riusciti a stuzzicare la vostra curiosità, qui sotto ci sono dei link per approfondire il problema attraverso diverse fonti. Molto interessanti le immagini della Nasa della “campagna” Images of change che descrivono con impatto gli effetti dei cambiamenti climatici nel mondo.

Il sito dell’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change), ente internazionale di riferimento che ha il compito di valutare in modo scientifico i cambiamenti climatici così da fornire a organizzazioni politiche e governative le basi per prevedere l’impatto e i rischi futuri connessi agli stessi e le opzioni per adattamento e mitigazione:
http://ipcc.ch/

Il sito della Nasa che monitora costantemente i cambiamenti e sviluppa programmi di calcolo e previsioni rispetto al loro impatto sull’intero ecosistema:
https://climate.nasa.gov/

Il sito del CMCC (Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici), ente di ricerca no profit il cui compito è realizzare studi e modelli del nostro sistema climatico e delle sue interazioni con la società e con l’ambiente:
http://www.cmcc.it/it/

Il sito dell’Italian Climate Network, associazione di cittadini, aziende, NGO impegnati nel risolvere la questione climatica:
http://www.italiaclima.org/

Il blog di Luca Mercalli, giornalista e attivista italiano esponente nella lotta ai cambiamenti climatici:
http://www.mountainblog.it/lucamercalli/

Per ulteriori informazioni e approfondimenti non esitate a scriverci!

Grava

 

 

 

 

 

 

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