Traversata Cjavals – Cima Alta di Gleris – Cima Est di Gleris dalla valle del Rio Ponte di Muro

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Dall’ inizio del sentiero si ha una panoramica completa, si vedono da destra: Cima Est di Gleris, cima Alta di Gleris, Cjavals e poi la cresta che digrada a forc. Cjavals

Relazione e foto di Claudio Betetto

Udine, 5:30, suona la sveglia ma serve a poco perché i sensi sono già destati da mò, col caldo che fa in questa afosa Estate 2015.

Oggi si viaggia coi mezzi pubblici, questo vuol dire tempi contati, quindi niente errori, tantopiù perché gli autobus che nel pomeriggio scendono il Canal del Ferro sono solo 2. Decido che un buon piano per chiudere l’ esperienza Udinese potrebbe essere la traversata Cjavals (2098m) -Cima alta di Gleris (2058m) -Cima Est di Gleris (2043m) salendo dalla valle di Rio Ponte di Muro la quale ho come il sesto senso sia mezza abbandonata: sul posto ne ho la conferma, anzi lo è totalmente, come mi dirà anche in seguito un locale. Vogliono che lui sistemi il sentiero e rifaccia i bolli ma stoico si rifiuta dicendo che spetta al CAI. Mi dirà anche che lì poca gente si avventura, solitamente si ritirano tutti all’ inizio ma, andiamo con ordine.

Smonto alle 8 a Saletto (459m) e prendo la strada con la sbarra sulla sinistra, inizialmente asfaltata, poi sentiero che costeggia un cantiere e poi di nuovo carrareccia. Qui sbaglio e tiro dritto riuscendomi però a ricongiungere al sentiero più in alto. In realtà bisogna prestare attenzione ad un ponte sulla sinistra. Qui parte il sentiero che passa i ruderi degli stavoli Casali (615m) prima e i Gabei (746m) dopo, tenendosi sempre nel fitto bosco a prevalenza di faggi. Poi arrivano le rogne. Bisogna attraversare un crocevia, anzi un incrocio fra 4 torrenti che confluendo nello stesso punto hanno creato un’ ampia area ricca di enormi massi e difficile da attraversare. Il caldo comincia già a farsi sentire e vedendo una bellissima pozza cristallina, sono tentato a buttarmi ma so che lo farò al ritorno, se sarò abbastanza lesto. Qui segni e ometti indicano di attraversare; poi nel bosco, dopo una piccola pietraia, la traccia sembra salire a destra, tuttavia affacciandomi sul crocevia dei torrenti scorgo un segno dalla parte opposta. Con passaggi franosi mi porto sul versante corretto (si può raggiungere più comodamente risalendo il torrente). Vicino c’ è anche un cartello che indica per i ruderi della Casera Ponte di Muro (1481m), sentiero 429A inagibile. Io seguo invece il 428. Inizia la salita. Passando ciò che resta della casera Livinal Lung (960m) immersa in una piccola radura, prendo quota e fra ragni, nuvole di moscerini, terra ed erba alta arrivo ai mughi, sotto le pareti. Il caldo è atroce, il Montasio invisibile dall’ afa. I baranci sembra mi stiano puntando un Phon però spero in quei cumuli che si stanno formando sopra la Val Dogna. Qui il sentiero si fa puntinato e con uno o due passaggi da usare le mani ci si innesta su un bivio: proseguo a sinistra verso forc. Cjaval (1912m). Molto bella questa ultima porzione di sentiero anche se comincio a sentire le gambe dopo circa 1200 di dislivello praticamente filati. Per ghiaie instabili dove un camoscio fa la sua apparizione selvaggia scaricandomi sassi  e poi fra i mughi, arrivo in forcella: ci ho impiegato tre orette abbondanti.

Sosta con bucolica visione sul Biv. Bianchi (1712m) e poi traverso a dx tenendomi il più possibile in quota. Manco il canale che sale direttamente in cresta del Cjavals e mi ritrovo sul CAI sottostante. Risalgo a caso un pendio erboso e finalmente vedo la cima…ahimè questa sarà soltanto l’ anticima ma manca poco e in breve sono su. C’ è poco da festeggiare, riparto dopo 10 minuti verso la Cima Alta di Gleris per cresta fantastica con passaggi (quasi mai obbligati) sul II. Incremento il passo. In cima mi volto verso il Cjavals, veramente fotogenica la cresta! Piego verso la forcella sottostante che reputo essere forcella Stretta(non segnata in carta)  con passaggi insidiosi in traverso e poi in diedrino in spinta, II. Da qui per traccia aggiro un primo gendarme e poi un secondo più insidioso con passi di II anche abbastanza esposto ed infine mi si profila davanti l’ evidente rampa inclinata che porta alla tozza Cima Est. Sono le 13 e sosterò meno di 10 minuti, giusto il tempo di qualche foto e un sorso di preziosa acqua, elemento scarseggiante in questa giornata. Per il ritorno traverso con passaggi di I grado fino ad un ampio canale erboso fra il Cjavals e la Cima Alta e da qui in cresta fino a tornare alla forcella Cjavals. Qui meritata sosta di 15 minuti mangiando due buonissime pesche e poi giù per la valle di Rio Ponte di Muro con bagno fantastico nella pozza cristallina agognata tutto il giorno. Sarò di nuovo alla statale che mancano pochi minuti alle 17:  1800 m di dislivello abbondanti, quasi 9 le ore totali, di cui 5 in salita e 4 in discesa ma con soste esigue e passo spedito soprattutto dal Cjavals in poi.

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Verso la Val Dogna
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I ruderi degli Stavoli Casali
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E dei Gabei
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Il cartello appena superate le grave
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Montasio nascosto dalla foschia
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Fuori dal bosco il sentiero si fa più selvaggio
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Al bivio
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Rio Ponte di Muro con la sua aspra valle
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Verso il biv. Bianchi
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Dalla forcella Cjavals la cresta che conduce allo Zuc dal Bor
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Zoomata sul bivacco Bianchi
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“Leontopodium Alpinum”
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Verso il Cjavals
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Dal Cjavals verso cima alta e cima est di Gleris
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In cima al Cjavals
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Cima Alta e cima Est di Gleris
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Valle del Rio Ponte di Muro
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La fantastica cresta dalla cima alta di Gleris
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Scendendo in forcella stretta, II grado su roccia buona
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Forcella Stretta, fantastico intaglio con visuale verso la Val Aupa
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La tozza cima Est di Gleris con la rampa di salita
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Immagine no comment in cima
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Per tornare indietro taglio in versante Est e mi ricollego al sentiero saltando la cima Alta di Gleris. Da qui la prospettiva inganna. Prima bisogna aggirare un gendarme e poi tagliare a sx su quelle balze erbose
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Finalmente pausa in forc. Cjavals. Poi mi si è scaricata la macchinetta fotografica…
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