Torri del Sella – Accoppiata Via dei Camini-Diedro Kostner

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Una foto del nonno sulla via dei Camini alla I Torre del Sella, primi anni ’50

Relazione e foto di Claudio Betetto e Francesco Lazari

Premessa

Non ricordo che festività ricorreva ma era uno di quei pranzi che si protraggono all’ infinito, quelle occasioni in cui vorresti darti alla fuga e invece non puoi. Ad un certo punto sbucano le foto di famiglia e quelle del nonno che arrampicava. Le sfoglio con gli occhi che brillano, qualcosa si muove dentro di me. Poi sul retro di quella impressionante dove salgono in camino, noto la scritta “ Via dei Camini, I Torre del Sella”: ecco in quel momento ho avuto una folgorazione, lucida e cosciente: avrei iniziato a scalare le montagne e un giorno avrei ripercorso la stessa via. Ero inesperto di gradi e quant’ altro e non avevo ancora idea di cosa significasse fare una via di roccia. La miccia però si era accesa e pian piano il terreno è stato preparato…

Fine Maggio 2015, Francesco ed io siamo diretti verso le Torri del Sella gasati a mille anche se fra Belluno e il Passo Fedaia troviamo il diluvio universale. Ci fermiamo sotto la Regina a scattare qualche foto del ghiacciaio e a fare due passi, poi puntiamo al Passo Sella (2244m).

Ovviamente si dorme in tenda e dopo averla piantata saliamo, un po’ inconsapevolmente, sulla Locomotiva (2405m, II), il masso gigante che anticipa le Torri (che non sono altro che l’ anticipazione del massiccio del Sella).

La notte trascorre cullati dal piacevole rumore della pioggia scrosciante. La mattina metto fuori il muso verso le 5 e il tempo è tendente allo schifoso, ci consultiamo e giungiamo alla conclusione che non ci siamo sgroppati 3 ore di macchina per non combinare nulla, così usciamo a fare colazione. Non mi ricordo che problema c’ è con il fornello, sta di fatto che mangiamo il dovuto ma beviamo solo acqua e ci incamminiamo subito.

Relazioni

VIA DEI CAMINI ALLA I TORRE DEL SELLA (2533m)

Si prende la comoda traccia che dal Passo, per la precisione dietro all’ Hotel Maria Flora, conduce sotto alle Torri. Lasciati in basso a destra alcuni grossi massi, si attraversano alcune ghiaie. Si cambia direzione e si costeggiano le pareti per roccette (II) fino all’ attacco della Via dei Camini, guarda caso alla base di un camino. La via ha le soste attrezzate ad anelli cementati, spit o su ottime clessidre, presenti chiodi di passaggio (20 minuti).

1)  Si sale il camino levigato dai passaggi (III, p. IV, 2ch.) e si troverebbe la sosta dopo poco a sinistra su un terrazzino. Sbaglio e proseguo dritto per roccia molto buona (III) e poi II sostando su ottimo spuntone.

2) Facciamo un tiro brevissimo perché ho accorpato nel primo parte del secondo, arrampicando sulle rocce più a destra del tracciato classico. 8m massimo sostando su terrazzino con spit prima di una evidente fessura. (II)

3) Si arrampica la fessura legg. a destra (III/III+) , poi si traversa a sx e si sale una fessura-camino sostando in cima su grossa clessidra che raddoppiamo con un dado medio-grande a prova di bomba. (III+, p. IV-, 2ch.)

4) Si salgono facili rocce di II grado fino alla sommità di un pilastrino. Da qui si salta sulla torre principale su un terrazzino con anello di sosta, infatti si stava arrampicando su un pilastro più basso a fianco! Il salto di circa 1 metro e mezzo tocca a me e lo faccio staticamente.

5) Per rocce manettose con p. di III si raggiunge l’ ultima sosta (1 ch.)

Per breve sentiero si giunge in cima.

Siamo nelle nuvole ma ci sono molti sprazzi di azzurro e di luce verso il Passo e le cime circostanti. La via è stata tranquilla ma molto bella e siamo indecisi se accorparla con il diedro Kostner che permette di salire alla II Torre, facilmente raggiungibile dalla prima. Dopo un tira e molla durato qualche minuto, attraversiamo la selletta che divide le due torri e proseguiamo  a sinistra lungo una cengia. Quando questa si interrompe viriamo a destra per roccia marcia e salendo alcuni gradoni ci portiamo alla prima sosta della via su anello cementato di fronte ad un grosso masso apparentemente instabile (II).

DIEDRO KOSTNER ALLA II TORRE DEL SELLA (2598m)

1) Si salgono in verticale i punti deboli della parete (II+) piegando poi a sx sostando su due clessidre sotto a dx del diedro Kostner.

2) Si asseconda la rampa a sx che porta al diedro fino ad una clessidra (III) poi si sale il diedro fino alla sosta su anello cementato (IV- , 2ch.)

3) E’ il tiro più spettacolare: si sale inizialmente il fantastico diedro (IV). Giunti sotto lo strapiombo (1 ch.)  traversare a dx in esposizione in parete grazie ad alcuni buchi nella roccia, salire alcuni metri (1ch.) e ritraversare a sx alla sosta su anello cementato (IV).

4) Si asseconda la cengetta fin dietro allo spigolo sostando su clessidra (I).

5) Si sale in verticale per rocce appigliate e poi a sx in un canale-camino (III) per sostare in cima su buon spuntone.

Per facile traccia si giunge alla cima.

Adesso siamo veramente soddisfatti, il diedro Kostner è stato sicuramente superiore alla Via dei Camini. Che bellezza!! Il tempo (atmosferico) stringe e per non beccarci l’ acqua siamo sicuri di dover correre, così prendiamo la via normale che scende in versante NE, attrezzata di recente per calata di circa 20m fino ad una sella. Seguiamo la traccia che ad un certo punto si biforca ma noi puntiamo a sx. Poco dopo 2 corde doppie attrezzate  (sufficiente 1 mezza corda da 60m) ci portano  alla base di un canale, seguiamo ancora la traccia che ci porta a picco su un altro spalto roccioso che scendiamo con un’ altra comoda doppia attrezzata che deposita nei pressi della traccia fatta all’ andata.  Veloci torniamo alla tenda dovendo rinunciare alla boulderata selvaggia sui massi visti in salita, causa meteo. Poco dopo infatti verrà giù il diluvio.

Note: salita classica su roccia sempre molto buona, ripulita dai passaggi. Unto il camino iniziale.

E’ stato particolarmente suggestivo recuperare Francesco nel diedro mentre le moto che correvano giù al passo si facevano sentire col rombo dei motori. Normalmente questo non mi sarebbe piaciuto ma è il Passo Sella, non si può pretendere la solitudine delle Marmarole!! Infine ancora una volta partire presto si è rivelata l’ arma vincente contro la pioggia:  pur dormendo in tenda, sveglia alle 5 e via.

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Al passo Fedaia ci fermiamo a fare qualche foto alla Regina e a sgranchirci le gambe
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Luce fra le nubi verso il Sassolungo
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Un buon accampamento
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Già visibile il terrazzino dal quale bisognerà saltare
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Sempre bello svegliarsi col bel tempo
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Facce perplesse
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Salendo all’ attacco
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Il camino iniziale prima del p. di IV
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Sul 3° tiro prima di rientrare sulla fessura-camino
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Lungo la fessura camino
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Sulla sosta del 3°tiro
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Bel passo nel vuoto alla fine del 4° tiro
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Francesco sulla bella roccia del 5° tiro
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Il comodo sentiero che porta alla cima della I Torre
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La parete della II Torre vista dai pressi della cima della I. Evidente il diedro Kostner al centro-sx della foto, al centro passa il diedro Gluck.
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La sosta sulle 2 clessidre dopo il 1°tiro del diedro Kostner
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Francesco sulla rampa che conduce dentro il diedro
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In diedro
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Prospettiva dalla sosta
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Il tiro più entusiasmante in diedro è il 3°
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Il rombo delle moto sulla strada in fondo…
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In cima recupero su spuntone
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La prima doppia in discesa
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La selletta su cui deposita la prima doppia
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La seconda doppia, più lunga
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Al bivio prendiamo a sx
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Arrivati giù abbiamo una prospettiva della Via dei Camini
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Il Sassolungo
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Sgomberiamo felici dell’ avventura ma col cuore ancora sulle crode

Sitografia:

http://www.sassbaloss.com/pagine/uscite/sella17/sella17.htm

http://www.sassbaloss.com/pagine/uscite/sella8/sella8.htm

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