Monte Resettum 2067m – Via Normale

Foto e relazione a cura di Francesco (Il Pola) Polazzo.

Premessa

La bastionata della catena Raut-Resettum appare da sud come un muro inespugnabile merlato dalle cime più importanti del gruppo. Inevitabile per me il richiamo della merlatura più alta, visibile ogni giorno dalla pianura friulana.
Relazione

In un’uggiosa mattina di fine ottobre parcheggiamo l’auto poco oltre l’abitato di Lesis (Claut) dove imbocchiamo il sentiero CAI 960A, che si sviluppa nel bosco (ormai ornato della sua veste più spettacolare) incrociando ripetutamente la strada forestale che sale a casera Pradut. Affrontiamo questo primo tratto di salita immersi nella nebbia, con l’aria satura d’umidità che ci fa sudare parecchio. Giunti alla casera facciamo una breve sosta e vediamo il nuovo rifugio Pradut pronto all’apertura invernale. Proseguiamo lungo la strada forestale (sentiero CAI 960) in direzione della casera Resettum. Dopo poche centinaia di metri si trova sulla sinistra un grosso ometto e dei bolli rossi che indicano la traccia da seguire, non molto frequentata e segnalata da ometti e rari bolli rossi, tuttavia evidente e non di difficile individuazione. Continuiamo a salire in mezzo alle nuvole fin quasi ad arrivare alla Forchia Bassa (quota 1749 nella carta Tabacco 021), dove finalmente superiamo lo strato di nuvole ed il sole ci saluta aprendoci la vista sulle vicine cime Clautane. Dalla Forchia Bassa si continua per prato aperto e terreno carsico con delle piccole foibe ed inghiottitoi seguendo gli ometti e gli sporadici segni, puntando alla cresta sulla sinistra della cima (possono esserci problemi di orientamento in caso di maltempo). Le ultime decine di metri sotto la cresta il prato prende una decisa inclinazione, giusto per non rendere i 1400 metri di dislivello troppo dolci, e giunti in cresta facciamo una sosta ammirando incantati il panorama che si è aperto anche verso la catena Col Nudo-Cavallo che emerge dal mare di nuvole sottostante. Seguiamo la cresta puntellata di bolli rossi verso la cima, prendiamo una cengetta erbosa in leggere discesa molto esposta in versante sud e raggiungiamo il canalino che ci porta in cima (10 metri, I+ esposto e con roccia non troppo affidabile). Un austero ometto veglia sulla cima, rappresentante dello spirito selvaggio di queste montagne, abituate a vedere più animali che uomini. Scendiamo direttamente in versante Pradut per un ripido scivolo erboso seguendo degli ometti, giungendo a dei mughi dove la traccia taglia a destra e prosegue in costa fino a raggiungere l’itinerario fatto in salita (attenzione ad individuare gli ometti e i pochi segni che portano a ricongiungersi all’altra traccia). Rientriamo per il medesimo percorso e ci concediamo un’ulteriore sosta alla casera Pradut, dove finalmente le nuvole si sono diradate e il panorama si lascia gustare con la soddisfazione di una giornata vissuta intensamente. Ripartiamo verso la macchina rassegnati a ripercorrere il noioso sentiero/pista forestale fino a Lesis.

Note conclusive

Dislivello complessivo di 1400 metri. Impiegate circa 3 ore per la salita e 2 per la discesa. La prima parte, fino al rifugio Pradut si svolge su sentiero CAI molto frequentato, mentre la traccia che porta in cresta richiede un minimo d’esperienza su sentieri non frequentati. La parte finale della salita è consigliabile ad escursionisti esperti e con piede fermo, non tanto per le difficoltà, quanto per l’esposizione e la roccia del canalino non proprio granitica.

La giornata non si presenta come una delle migliori.
La giornata non si presenta come una delle migliori.
Larici in veste autunnale
Larici in veste autunnale
Nei pressi della Forchia Bassa, finalmente usciamo dalle nuvole.
Nei pressi della Forchia Bassa, finalmente usciamo dalle nuvole.
Il Colon
Il Colon
La cresta che porta in cima.
La cresta che porta in cima.
Viandante sul mare di nuvole.
Viandante sul mare di nebbia.
Pausa in cresta.
Pausa in cresta.
autoscatto in cima.
autoscatto in cima.
Panorama verso le Dolomiti.
Panorama verso le Dolomiti.
In secondo piano Crep Nudo, Teverone, Col Nudo. in primo piano la cresta del Resettum con il monte Fratte.
In secondo piano Crep Nudo, Teverone, Col Nudo. in primo piano la cresta del Resettum con il monte Fratte.
Il guardiano della vetta.
Il guardiano della vetta.
Raut e Castello emergono dal mare di Nubi.
Raut e Castello emergono dal mare di Nubi.
Lo scivolo erboso della discesa.
Lo scivolo erboso della discesa.
Casera Pradut.
Casera Pradut.
Larici infuocati, Duranno e Preti
Larici infuocati, Duranno e Preti
Precedente Col Nudo 2471m - Via Comune dall'Alpago Successivo Cima Brentoni Ovest 2547m – Via Normale con variante

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