Puntatina (poco) primaverile al Mongioie – Via “Alba Celtica”

Relazione e foto di Massimo e Matteo.
Salita del 29-30 aprile 2017

Introduzione
Per il weekend i progetti sono numerosi, purtroppo il tempo non sembra sarà dei migliori. Ha nevicato molto durante la settimana e le temperature si sono abbassate non di poco! L’idea sarebbe quella di andare in ambiente. Dopo diverse chiamate a rifugi e amici per capire un po’ come sono le condizioni in giro, l’opzione meno “suicida” sembra essere quella del Mongioie, uno splendido massiccio posto appena sopra il confine tra Piemonte e Liguria…

La Rocca dei Campanili, Mongioie

Descrizione della salita
Partiamo carichi e con una giornata stupenda sabato mattina. Sono con Massimo, socio di numerose scalate che è passato a trovarmi dal “profondo” Sud.
L’idea è di andare più in alto possibile vicino alla parete, piantare una tenda e magari scalare qualcosa, nanna presto e il giorno dopo provare un paio di vie. Come sempre i piani saranno scombinati malamente…
Imboccata la Val Tanaro proseguiamo fino a Viozene, paesino stupendo incastonato in un paesaggio incredibile. Senza perdere troppo tempo ci carichiamo del “necessario” e partiamo verso il rifugio Mongioie. In una mezz’ora arriviamo al rifugio, grazie a un sentiero stupendo e molto ben tenuto. Qui il paesaggio è mozzafiato, si apre davanti a noi un altopiano veramente iincantevole. Decidiamo di proseguire puntando verso le pareti calcaree che ci sovrastano, superiamo quindi il rifugio e saliamo in direzione Nord. Dopo un’altra buona mezz’ora di prati e pendenza la situazione si appiana e finiamo in uno spiazzo che sembra fatto apposta
per la tenda! Non indugiamo: la piantiamo e tosto andiamo alla ricerca di legna per far da mengiare alla sera.
Saranno le quattro che, finito di far legna, andiamo alla ricerca della falesia vista nel sito del rifugio. Puntiamo a delle forme rocciose nella direzione dove ci sembrava potessere essere la falesia; dopo tre quarti d’ora buoni, imbragati di tutto punto, giungiamo alla base delle prominenze rocciose ma non vediamo traccia di mezzo spit… E non sembra ci siano molti altri posti che possano ospitare una falesia. Un po’ amareggiati decidiamo di tornare alla tenda, ci vorrebbe un’altra mezz’ora per giungere alle vie e attaccare una multipitch alle sei non sembra il caso..
Giunti in tenda accendiamo il fuoco e ci godiamo lose e salsiccia, ormai un classico che non stanca mai… Un po’ di vino e la serata tra stelle e fuoco passa meravigliosamente…
La mattina ci alziamo, il tempo è buono anche se non si può dire faccia caldo; dopo una buona colazione ci imbraghiamo e partiamo alla volta della Rocca dei Campanili.
Incontriamo un branco di camosci lungo il sentiero e qualche lingua di neve ma nulla di preoccupante. La parete si avvicina e come direbbe Massimo, “c’ha na bella faccia”. Giungiamo all’attacco e decidiamo di partire con Alba Celtica; attacco io, il sole ci sorride:

L1: Il primo tiro è di placca continua a tratti delicata. Passi di aderenza su roccia super, ottimo per prendere confidenza con la parete. (35m, 5b)

L2: Partenza sulla sinistra, poi si prosegue verticalmente senza eccessive difficoltà. Attraversando leggermente a destra si incontra una placca quasi verticale con passaggi tecnici e delicati non facili fino a giungere a una sosta su cengetta.
Bravo Massimo, il tiro non era per nulla banale. Nel frattempo il cielo si copre, comincia a far freddino… (40m, 6a+)

L3: Si prosegue sul muro sopra la cengetta con passi atletici fino a giungere a una sezione tecnica che termina con un corto traverso a destra per poi prosguire dritti alla sosta. Qui le difficoltà diminuiscono di intensità mantenendo pur sempre carattere.
Forse il tiro più bello della via, continuo nella difficoltà e vario nei movimenti. Arrivo in sosta e sento i piedi “ribollire”, la temperatura è scesa drasticamente, il sole scomparso e si sono alzate nuvole per nulla rassicuranti. C’è da pedalare! (25m, 6a)

L4: Si riparte attraversando sulla destra (evitare la linea di spit che si snoda sulla parete a sinistra) per poi presguire verticalmente aggirando il torrione. Placca con passaggi tecnici, simile al primo tiro ma un po’ più vario. (40m, 5a/b)

Conclusa la via non stiamo troppo a cincischiare, stiamo entrambi soffrendo come cani! Con 3 doppie scendiamo alla base della parete e l’idea di provare anche “Pellegrinaggio in oriente” non sembra proprio saggia, anche perchè comincia a venir giù nevischio. Decidiamo quindi di ripiegare, almeno una via siamo riusciti a portarla a casa!
Che giornate e che posti stupendi!
Arriviamo in tenda, mangiamo un po’ di uvetta al volo e sbaracchiamo. Passiamo dal rifugio, scendendo, per toglierci il dubbio della falesia; dopo qualche grappa riusciamo a contattare il gestore che ci svela che la falesia era sotto pian dell’Olio (?) e che comunque è praticamente dismessa visto che da diverso tempo non è più mantenuta. Svelato l’arcano ci concediamo l’ultimo serpillo ed è ora di andare a casa…
Forse in due giorni si poteva fare di più, ma una frase letta questi giorni recitava: “Il miglior alpinista è quello che si diverte”… Beh in questo penso che non ci siano stati dubbi!!

Note tecniche
La via, a parte il terzo, presenta tiri abbastanza lunghi e ben spittati, portare 15 rinvii. Il calcare è molto compatto e, per i friulani, ricorda quello di Avostanis.
Il grado lo abbiamo trovato giusto, sicuramente non largo di maniche ma va presa confidenza con la roccia (grip eccezionale). Inutili nuts e friends.
Ultima acqua reperibile al rifugio.
La parete è completamente esposta a Sud e prende sole tutto il giorno.
Consigliatissima la zona, veramente una chicca tra mare e montagna. Panorami mozzafiato e tanto stare bene… Unica possibile scelta per fare qualcosa in ambiente in questo periodo, prendendo comunque tonnellate di freddo!!

Lungo il bellissimo sentiero che porta al Rif. Mongioie, quasi arrivati
Primo piano sul Piano Rosso
Il massiccio del Mongioie e gli immensi prati sottostanti
il Pian Rosso
A caccia della falesia!
Il panorama dalla parete. Si scorgono mare, montagne, tenda e rifugio
L’ambiente è superlativo
Branco di camosci sull’altopiano antistante larocca dei campanili
Il primo tiro su belle placche
Lungo il secondo tiro “chiave” della via
Infreddoliti ma in vetta!! L’accoppiata friulo-casertana funziona alla grande!
Calate nella nebbia, il meteo non è stato troppo compassionevole
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