Monte Messer 2230m per Canale e Cresta dei Noni

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“Attraversiamo il pianoro sempre più galvanizzati dalla situazione che sta volgendo al positivo, anche perché la neve nel frattempo si è un po’ indurita e le nuvole iniziano a diradarsi”

Relazione di Claudio Betetto,  foto di Mirco Grasso e Claudio Betetto

Premessa

Aprile sta scorrendo bello caldo e la stagione è decisamente avanti. La neve in giro non è tantissima ma in Alpago non è neanche poca, il problema è che di notte non rigela. Finalmente arriva una piccola perturbazione che dovrebbe portare un po’ di neve sopra i 1800m, addirittura 30cm sulle Prealpi sopra i 2000-2200m. L’ipotesi di qualche canale Dolomitico sfuma perchè si profila un elevato rischio di annaspata, tuttavia individuo nell’Alpago un possibile target, confidando nell’abbassamento delle temperature durante la notte. Per la precisione scovo un itinerario alternativo alla cima del Monte Messer che consiste nel risalire la Val Antander fino ad un’evidente canale nevoso sulla destra, subito prima di una grossa costola rocciosa che si protende dalla cresta dei Noni verso la valle. Salito il canale si percorre la Cresta dei Noni fino alla cima del Messer e poi si scende per la normale. Sono troppo ottimista sulle condizioni ma alla fine non mi sbaglierò neppure di troppo.

Relazione

Arriviamo a Pian Formosa (1220m) alle prime luci e partiamo con gli sci in spalla, squadrati dalla testa ai piedi da alcuni “locals”, probabilmente ancora belli in piena dalla sera prima. Da Pian Formosa, per sentiero, incrociamo una pista forestale e poi andiamo su dritti. Fa caldo, troppo caldo e le prime macchie sono di neve che è già pappa. Ad un certo punto proseguiamo a sx invece che andare a dx, sbagliando. Per  un boschetto ritroviamo la traccia giusta e sbuchiamo sui primi campi di neve ancora marcia dove si trova l’accumulo della valanga della Valle Antander. Questo è scosceso, pieno di sassi e canalette di scioglimento. Consapevoli del rischio per le lamine, mettiamo ugualmente gli sci ai piedi e saliamo a sx. Poi ci buttiamo a dx sopra al primo cambio di pendenza dove inizia a vedersi l’anfiteatro con in fondo il nostro canale bello incassato, prima della costola rocciosa che scende dalla Cresta dei Noni. Attraversiamo il pianoro sempre più galvanizzati dalla situazione che sta volgendo al positivo, anche perché la neve nel frattempo si è un po’ indurita e le nuvole iniziano a diradarsi. Iniziamo la salita del pendio che si fa sempre più ripido. Inizialmente sono richiesti pochi cambi di direzione, poi man mano sempre di più, finchè ci mettiamo gli sci in spalla sugli unici massi che sbucano dalla neve. Il vero canale inizia ora, non è lungo ma non manca di divertire.

Saliamo su pendenza di circa 55° fino al passo in uscita a sx su un misto non banale di neve-roccia-erba a 70-75°.

Qui è lo spettacolo sul versante Nord del Guslon ma poco ci fermiamo perché la strada è ancora lunga. Iniziamo a salire la cresta con una salitina iniziale a cui segue un traverso e poi restiamo sempre o quasi sul filo sommitale. La parte finale è più ripida (40-45°). Man mano che saliamo, la neve fresca si fa sempre più abbondante fino a che decidiamo di mettere gli sci ai piedi, non rendendoci conto, nella nebbia, che la cima è a due passi. Capiamo di essere sulla sommità perché subito dopo inizia una discesa che successivamente vediamo essere troppo lunga: è la cresta che conduce al Brut Pass.

Pare strano essere arrivati così, senza preavviso, senza rendersene conto. In realtà non siamo ancora arrivati perché manca la discesa. Al ritorno infatti sbagliamo e non seguiamo il filo di cresta che porta in forcella Antander (1993m) ma ci incastriamo sopra a dei salti strapiombanti che ci respingono. Perdiamo un’ora su neve sfondosa e ripida. Torniamo sui nostri passi. Finalmente becchiamo la normale e mettiamo gli sci appena il canale si allarga e diventa un comodo pendio.

La discesa fino al Toffolon (1990m) è una goduria per noi…un po’ meno per un mio sci che si incastra su un sasso. Una breve pausa con firma sul libro dove scopriamo di essere i primi ad essere saliti al bivacco dopo la stagione invernale, assieme ad altri due escursionisti la mattina stessa.

In discesa ci becchiamo pure la pioggia, contro ogni previsione e Mirco rompe una racchetta, però scopriamo che la neve- pappa è buona e facile da sciare. Gli ultimi 150m di dislivello ci tocca farli a piedi. Probabilmente una settimana prima saremmo arrivati a Pian Formosa sciando.

Siamo felici di aver portato a casa il Messer per la Cresta dei Noni, di aver finalmente messo piede in Alpago e soprattutto di essere riusciti ad abbinare la spiccozzata alla sciata.

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Sci in spalla partiamo da Pian Formosa
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Sulla valanga della Val Antander
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Passiamo a sx
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Sguardo verso il fondovalle
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Poi pieghiamo a dx
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L’ampio vallone nevoso con sullo sfondo, a dx della costola rocciosa che si protende verso valle, il nostro canalino
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Goulotte Cima dei Noni
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La pendenza comincia ad accentuarsi
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Mirco non molla mai un colpo
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Nel canalino, pendenza sui 50-55°
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Nel canalino. Pendenza sui 50-55°
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L’uscita su misto neve-erba-roccia a 70-75°
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Mirco in uscita sul passaggio per nulla banale
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Panorama in uscita
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Iniziamo la cresta. Qui subito un bel passaggio ripido dopo un traverso
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Fatica a batter traccia
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Nella nebbia irreale, arriviamo senza saperlo in cima
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Yoooo
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In discesa ci incartiamo su dei salti strapiombanti e affondiamo nella neve molla
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Niente, bisogna tornare indietro
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Finalmente al Toffolon

 

 

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