Croda Ultima del Leone 2401m – Cima Nord – Via Normale

Profili in luce pomeridiana dalla vetta della Croda Ultima del Leone

Salita del 10-06-15

Relazione e foto di Claudio Betetto e Andrea Giaretta

Premessa

Quella volta con l’amico Andrea Giaretta sono stati due giorni di immersione totale nei Monfalconi.

Avevo scritto subito delle salite alla Cima Veronica, al Monfalcon di Cimoliana e alla Cima Principale della Cresta del Leone per la via di Bellotto, Andolfato e Gilic lungo la parete Ovest; tuttavia le altre due, effettuate il primo giorno, erano passate nel dimenticatoio.

L’amico Nicola mi ha parlato della Croda Ultima del Leone, così mi è tornata alla mente questa bellissima avventura fra le guglie magiche dei Monfalconi, stemperata dai colori di un pomeriggio di inizio estate.

Relazione

Partiamo dal parcheggio del Rifugio Pordenone (1163m) nel primo pomeriggio e saliamo la Val Meluzzo in direzione del bivacco Marchi-Granzotto prima per le noiose ghiaie, poi per un po’ di bosco. Alla Caseruta dei Pecoli (1363m) svoltiamo a sx e saliamo faticosamente per bosco quelle che sono le ripide pareti del circo glaciale della Val Monfalcon di Forni.

Sbucati fuori proseguiamo e in breve scorgiamo il nostro canale che divide la Cima Bianca (2175m) dalla Croda Ultime del Leone (2401m). Per accedervi bisogna salire ad un ghiaione pensile e poi faticosamente rimontare gli sfasciumi fino alla Forcella Bianca (2130m). A sx vi è la Cima Bianca, a dx le complicate rocce della Croda Ultima.

Svoltiamo a dx puntando per ghiaie ed erba ad un esile intaglio che si affaccia sulla Val Monfalcon di Forni. Scendiamo un po’ e per cengia marcia ci portiamo nel canale pieno di sfasciumi.

Superiamo il primo tratto a sx su delle rocce gradinate (I+) fino ad una paretina muschiosa con foro in alto che saliamo (II) portandoci a degli sfasciumi che conducono ad un foro-camino. Questo si è originato per la caduta di un masso che si è incastrato (classica). Il passo di attacco è il più ostico (p.III) poi il problema è il marcio (II). Dalla sommità del masso incastrato in breve siamo sulla spaziosa e “sfasciumosa” cima.

<< La cima è costituita da un vasto altipiano detritico, con erte pareti da ogni lato e sul quale emergono due sommità: la Nord, più alta, e la cima Sud. >> A. e C. Berti.

Lo sguardo corre lontano e l’animo romantico risulta appagato da questa visione. La luce è quella pomeridiana:  è uno spettacolo.

In discesa non effettuiamo doppie anche se qualche ancoraggio è presente.

Dalla forcella Bianca decidiamo di fare una capatina sull’omonima cima che merita senz’altro una visita. Evito il primo gendarme mentre il Jarret decide di salirlo per non farsi mancare nulla. Prendiamo  una rampetta con fessurona (I+) che porta sull’anticima e poi per cresta aerea perveniamo alla panoramica vetta della Cima Bianca, << impensabile per la straordinaria sospensione nel cielo e per gli scarti invero brevi rispetto alla terraferma della forcella d’attacco >>, L.V.

Ormai si è fatta sera e dicidiamo di scendere al Marchi visto che l’indomani ci aspetterà una bella giornatina…

Note

Siamo saliti sempre slegati viste le difficoltà contenute e visto che il passo chiave di III risulta essere incassato e non esposto. In discesa qualche doppia può giovare.

Per altre foto vedi l’album dedicato: Dolomiti d’Oltrepiave

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2 commenti su “Croda Ultima del Leone 2401m – Cima Nord – Via Normale

  1. Davide il said:

    Ciao ragazzi, proprio ieri, insieme ad un amico, abbiamo salito la suddetta cima, seguendo la relazione del Visentini. Per quanto riguarda la salita alla Croda Ultima del Leone, nulla da eccepire.
    Invece rigurado la salita alla Cima Bianca ed al nome della forcella che la divide dalla Croda non siamo sicuri che siano corrette. Innanzitutto la quota della forcella risulta di 2240 m circa e la cosiddetta Cima Bianca di quasi 2300 m (sia il Visentini e sia voi le quotate rispettivamente 2130 e 2175). Secondo noi esse si trovano ben più a sud e la Cima Bianca rappresenta l’ultima cima della lunga cresta del Leone (così come indicato dalla Tabacco). Sulla guida CAI-TCI non si riesce a venirne a capo. Voi avete qualche informazione in più? Nel caso proverò a contattare anche Luca Visentini perchè avremo piacere di venire a capo di questo dubbio. Mandi e grazie

  2. landredaisalvadis il said:

    Ciao Davide, grazie della precisa osservazione!
    Puntualizzo subito che la quota di 2130m della Forcella Bianca l’ho puramente copiata dal Visentini perchè non indicata in carta. Per quanto riguarda la quota 2175m della Cima Bianca, questa è stata trovata in carta (Tabacco ed. 2011).
    Le quote che dici tu le avete misurate con l’altimetro?
    Se vuoi rispondermi a questo indirizzo: [email protected] in modo da poter mandare anche allegati di immagini/carta/relazioni così è più chiaro.
    Un saluto
    Claudio

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