Spigolo Fanton alla Croda Bianca 2841m e Cimon del Froppa 2932m

Salita, relazione, foto e video di Francesco Lazari.

Premessa

Era da qualche anno che volevo cominciare ad esplorare le Marmarole, ma non ne avevo mai avuto l’occasione. A fine agosto l’allenamento non manca, tra una via e l’altra spunta fuori una giornata super… perché non cominciare l’esplorazione con il mitico spigolo Fanton e con la cima più alta del gruppo? Visto che sono in forma decido di provare il giro da solo, che si rivelerà essere un’ottima scelta!. Parto e salgo fino al rifugio Baion, dove passo la notte in modo da essere comodo per cominciare l’avvicinamento.

Avvicinamento

Suona la sveglia, velocemente mi preparo e alle 6 in punto comincio a camminare, ansioso di scoprire cosa mi aspetta. Prendo il sentiero per il rifugio Chiggiato (262) e lo seguo fino a giungere sul fondo della valle che porta a forcella Peronat, subito prima dell’evidentissimo spigolo.

Salgo la valle fino ad arrivare a prendere l’enorme cengia erbosa che permette di arrivare sul filo dello spigolo, dove inizia la via (45 minuti dal rifugio). La giornata è appena all’inizio ma l’afa si fa già sentire, anche quel poco di salita per arrivare all’attacco mi fa sudare anche l’anima!

Salita

L’attacco della via è posto una  decina di metri a destra dello spigolo (faccia a monte), si comincia risalendo un canalino con erba (II, freccia rossa alla base) per poi risalire un pendio erboso e le roccette soprastanti, stando sempre appena a destra del filo dello spigolo fino ad arrivare su un terrazzo con capitello (ometti e bolli). Dal terrazzo bisogna risalire il camino quasi sul filo dello spigolo, che presenta un paio di passi più impegnativi in corrispondenza di due massi incastrati (III) per poi uscire su un terrazzino; presenti un chiodo sul passaggio e clessidra con cordone per eventuale sosta alla fine.

Si continua a salire sulla prosecuzione del camino finchè non sparisce per lasciare spazio ad una ripida placca di ottima roccia compatta: si tratta del punto chiave della via. Si risale la placca (20m, III, chiodi) che presenta una bellissima ed esposta arrampicata, fino a giungere su terreno pianeggiante, in corrispondenza della grossa bancata che caratterizza la parte mediana della parete.

Si sale per ghiaie e roccette seguendo i numerosi ometti e gli sporadici bolli per circa 150m di dislivello, fino a riportarsi in spigolo su di un terrazzo. Bisogna salire per poche decine di metri vicino al filo, finchè degli ometti invitano a prendere una cengia di ghiaia ed erba che riporta verso il centro della parete. Si prosegue sempre per canalini e terrazzi guidati dagli ometti fino ad avere accesso ad una cengia che riporta lungo lo spigolo. Ci si sposta ora a sinistra dello stesso per aggirare uno spuntone, per poi scavalcarlo e tornare a salire a destra per canalini e gradoni spostandosi a destra di dei grandi strapiombi, finchè una placca con passaggio di III permette di guadagnare una ripida cengia ripulita aerea ed esposta.

Ancora una volta si segue la cengia che riporta in spigolo, che ora è per breve tratto una cresta pianeggiante. La si segue, dove lo spigolo torna verticale si scarta a sinistra prendendo una cengia con soffitto basso che porta alla base di un canale-camino evidenziato da segni di vernice che si risale (II, chiodo a metà e cordoni su masso incastrato al termine).

A questo punto si guadagna l’anticima, caratterizzata da un tratto di cresta orizzontale con spuntoni da aggirare. Dove lo spigolo torna ripido si prende a sinistra una cengia puntando verso un foro. Una volta arrivati su uno spigolo (lo stesso dove si trova il foro) la cengia prosegue (discesa), per la cima si continua invece a salire per facili rocce (I e II, qualche spit) fino ad arrivare alla croce di vetta.

Dal rifugio Baion ho impiegato 3 ore e mezza fino alla cima, compresa qualche breve pausa causa caldo eccessivo. Legandosi sui tratti di III probabilmente si impiega mezz’ora/ un’ora in più.

Discesa

Bisogna tornare all’ultima cengia seguita in salita e percorrerla in discesa (destra faccia a valle) con passaggi facili ma su roccia precaria e sporca di detrito. La cengia porta fin sotto a Dante e Virgilio, i due caratteristici gendarmi che affiancano la Croda Bianca. Qui si prosegue per la cengia che risale (I molto esposto e friabile, lame buone ma precarie sulla destra) fino ad uno spigolo, dopo il quale si abbassa nuovamente. Arrivati sulla parte più bassa, non si prosegue per la cengia che diventa strettissima, ma si risale la paretina fino a scavalcare la cresta pochi metri più sopra. Qui il terreno diventa più facile e si prosegue più o meno agevolmente verso la Cresta degli Invalidi.

Arrivati alla base si può decidere se traversare in quota fino a forcella Marmarole per tracce o se visitare la cresta aggiungendo pochi metri di dislivello. La cresta vale una visita, quindi decido di salire e percorrerla in discesa, guadagnando degli scorci da favola. Sceso dalla cresta arrivo facilmente a forcella Marmarole.

Qui prosegue la discesa: a sud è presente un breve tratto attrezzato che permette di raggiungere il fondo del vallon del Froppa, che va disceso prima per ghiaie e poi per prati. In fondo al vallone passa il sentiero 262 (quello percorso per l’avvicinamento) che in un’ora/un’ora e mezza circa riporta al rifugio Baion.

La mia giornata non è però finita così: infatti da forcella Marmarole mancava ancora una cima: il Cimon del Froppa (relazione tecnica). Così comincio a risalire il ripido ghiaione verso forcella Froppa prima e le infide roccette sporche fino a forcella Kugy poi.

Un paio di minuti di riposo, un bel respiro e via! Riesco a passare il tratto chiave al primo colpo senza problemi, che bello!

Tiro un sospiro di sollievo ma la salita non è finita! arrivo in cima sfinito dal caldo e dall’umidità, mi serve una buona mezz’ora per riposare e reidratarmi.

Per fortuna non ho portato chiodi e martello per niente: quando comincio a prepararmi per la discesa noto che non c’è nulla da cui calarsi!

Batto due buoni chiodi e attrezzo la sosta per la calata: il canale finale è pieno di neve e la roccia è sporca di detrito, non mi va di disarrampicare.

Faccio altre due doppie intervallate da brevi tratti di disarrampicata e sono di nuovo in forcella Kugy.

Da qui la discesa procede velocemente e senza intoppi, arrivo al rifugio Bajon alle 16.30 sfinito… che giornata!

Note

Il giro che ho fatto è di enorme soddisfazione, specialmente se fatto in solitaria. Presenta però anche un impegno globale elevato, sia fisico che mentale. L’ambiente infatti è isolatissimo e, benchè gli ometti presenti siano numerosi, serve comunque avere un minimo di intuito per non sbagliare e perdere tempo inutilmente.

Arrivati in forcella Marmarole si può decidere se terminare il giro e scendere o se salire anche sul Froppa, avendo così una via di uscita molto comoda, dato che la salita all’ultima cima è piuttosto impegnativa fisicamente.

Meglio farsi un caffè prima di uscire dalla tenda
Sveglia all’alba, come al solito! Antelao a sinistra, Croda bianca con l’evidente spigolo Fanton a destra
La valle che porta a forcella Peronat dal sentiero 262. Sono passato sotto il masso e ho proseguito per i prati sulla destra
Alba un po’ afosa
La cengia autostradale che permette di arrivare all’attacco
Si inizia con il facile canalino erboso
Capitello prima del camino con passaggi di III
Sulla parete chiave: appoggi piccoli ed esposizione!
Lungo la bancata di ghiaie e roccette
La mia compagna per la giornata
La bancata vista dall’alto
La bellissima cengia ripulita… non sembra ma è bella ripida!
Sua Maestà si mostra in tutta la sua grandezza
Dopo un breve tratto in piano bisogna prendere il canale più a sinistra
Il tratto di cresta pianeggiante dell’anticima
Vetta!
La cengia seguita in discesa dall’anticima
Il tratto esposto e friabile prima di arrivare sotto Dante e Virgilio
In versante val Bajon il terreno diventa più tranquillo
Cresta degli Invalidi
Il ghiaione che porta a forcella Froppa… che calvario!
Passaggio chiave della salita al Froppa, con annesso cordino su ottimo chiodo
Dall’alto si vedono le due cime visitate in precedenza
Selfie prima di scendere
La sosta che ho fatto per calarsi dalla cima
Paesaggi evanescenti in discesa
Vallon del Froppa, infinito
Un ultimo sguardo al bellissimo spigolo prima di collassare al rifugio
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