Cresta integrale Monte Brusò 1215m – Ciuc di Santins 1309m

L’inizio della lunga cresta, vista da Comesta. Evidente la croce sul Pulpito di Tramonti.

Relazione e foto di Jacopo Verardo.

Introduzione

Da qualche anno ormai le creste trasversali ad Est della Val Tramontina richiamano la mia attenzione. Alcune sono più frequentate o percorse da sentieri ben segnalati, altre sono più selvagge e snobbate da un certo escursionismo. Anni fa percorsi integralmente la cresta del Monte Celant da Tridis (di cui magari scriverò qualcosa), poi assieme a Pola, seguimmo tutta la linea di cresta del Monte Taieit – Monte Rossa – Cima Lareseit (dove ora passano bei sentieri CAI), poi venne la grande avventura della cresta Monte Giaf – Las Tavuelas – Cuesta Spioleit – Sciara Piccola. Quindi, tra le maggiori di questa zona, restava proprio quella del Brusò.

Questa cresta origina dalla piana di Tramonti di Sotto, precisamente da Località Pradileva, e termina idealmente sulla sella a Nord dei ruderi delle Stalle Ciomencions. Non avendo informazioni di nessun tipo, almeno fino al Ciuc di Santins, decido di fare a modo mio e di percorrere questa cresta il più integralmente possibile.

Relazione

Dalla strada che da Tramonti di Sotto porta a Tramonti di Mezzo, circa mezzo chilometro prima del ponte sul Torrente Chiarchia, svolto a destra su strada asfaltata e, poco dopo una curva a gomito, parcheggio. Puntando al monte, passo nei pressi di una grossa presa d’acqua in cemento armato, e da qui inizio a risalire un boscaccio di pini silvestri, carpini neri e ornielli. Si incontra anche qualche parvenza di traccia, più di ungulati che di umani, che comunque aiuta nel risalire questo versante Nord. Per evitare delle paretine poste nella prossimità dello spigolo di cresta, in questo tratto resto molto interno al bosco e man mano guadagno quota. Sotto il pulpito quotato, nella Tabacco, 785m, si trova anche una enorme placconata verticale da aggirare verso Est che porta in direzione di un largo canale di displuvio all’interno ora di una bella faggeta, che risalitolo ripidamente, mi porta alla sella giusto ad Est del pulpito stesso. Qui finalmente si raggiunge la cresta e con essa si incontrano i devastanti effetti dell’incendio del 2012, che bruciò – guarda caso – tutto il versante meridionale del Monte Brusò. Già da qui la vista sulla piana di Tramonti è interessante, e il panorama verso il Monte Frascola e il Roppa Buffon, incendiati da un’alba stupenda, è appagante della fatica fatta nel risalire tutto quel boscaccio!

Da qui non si può più sbagliare. Si è in cresta e la si deve seguire finché non si dovrà scendere definitivamente oltre il Ciuc di Santins. La risalita verso la quota 882m non presenta difficoltà, se non la ripidezza del terreno. Su questa sommità di cresta è posta un’enorme croce composta da pezzi di guardrail di dubbio gusto estetico, che è ben visibile da tutta la piana di Tramonti di Sotto. Sono anche presenti i materiali usati per erigerla: bidoni di carburante e taniche di plastica… Tralasciando le immondizie, il panorama inizia ad aprirsi ulteriormente verso la catena Raut – Resettum e finalmente incontro anche il Sole.

Scendo ora abbastanza ripidamente ad una selletta di cresta dove incontro vecchi tagli sulla vegetazione che salgono da un canale in versante Sud; probabilmente c’è un percorso più diretto del mio, che sale dalla zona tra Pradileva e Comesta, di cui però non ho informazioni. Proseguo ora traversando il bosco in versante Nord, qualche metro sotto la cresta e guadagno poi la quota 1022m aggirando un poco a Nord e un poco a Sud alcune balze rocciose. Il percorso è vario e non obbligato quasi su tutta la lunga dorsale, ma soprattutto in questo tratto si può “giocare” molto, scegliendo il passaggio che più aggrada. Non vi sono comunque mai difficoltà.

Il paesaggio in cui si cammina spesso crea sensazioni contrastanti. Da una lato, a Nord, vi è quasi sempre un bel bosco, spesso di faggio e carpino nero, mentre a Sud non solo il versante si presenta molto scosceso, brullo e apparentemente inaccessibile, ma è anche stato devastato dall’incendio del 2012 che per vari tratti ha raggiunto il confine tagliafuoco rappresentato dalla cresta. Così, camminando ammaliati di frequente da una panorama inaspettatamente vasto, si prosegue sul confine tra un mondo di natura morta in lenta ripresa e un mondo integro e rigoglioso.

La cresta prosegue con un tratto caratteristico che si presenta con una parete rocciosa in versante Sud, sormontato da blocchi calcarei apparentemente instabili e da qualche pino silvestre. Sembra difficile e invece ci si cammina sopra senza alcun problema. Da qui si può vedere con un bello scorcio verso Sud-Ovest la Stalla Nincisas, giusto 500m sotto i propri piedi. Si susseguono poi varie elevazioni di cresta boscose e solo a tratti più aperte. Dopodiché si arriva finalmente sul Monte Brusò, che ha due elevazioni della stessa altezza, poco distanti tra loro. Qui il panorama è un poco intaccato dal bosco in versante Nord, ma è suggestivo per la presenza di molti “totem” in legno di faggio bruciato alti tre-quattro metri…

Si prosegue per la logica cresta, perdendo quasi cento metri di dislivello, fino a giungere al tratto di cresta più bello ed aperto al panorama, ovvero la zona che sulla Tabacco 028 è denominata Ciucol dai Pareit. Qui, per un lungo tratto si è su una cresta erbosa dolce e piacevole (si trova qualche ometto e qualche segno della forestale di confine particellare) che in una bella giornata permette di adocchiare persino le Alpi Giulie, oltre ad ammirare la lunga muraglia dello Sciara – Cuesta Spioleit. Si giunge infine ad un’ampia forcella dominata in versante Nord da enormi faggi, dopo la quale si può solo salire ripidamente in cima al Ciuc di Santins su cui si trova eretto un ometto di sassi, ma dal quale il panorama torna ad essere un poco coperto dalla vegetazione.

Dalla cima ora la cresta prosegue un po’ scorbutica, con un misto di mughi e rocce rotte, e ornata di brutti bolli rossi fatti senza alcun criterio, che dopo una decina di minuti, giunti in prossimità di una forcellina, portano a scendere in versante Sud verso le Stalle Ciomencions. Essendo ancora presto, decido di concludere la cresta e continuare a fare a modo mio, tralasciando così i bolli rossi e scendendo vicino al filo di cresta, finché non si fa più impegnativa. Sono anche costretto a calzare i ramponi visto il bosco decisamente ripido e coperto di neve gelata. Perdo 400m di dislivello, fino ad incrociare il sentiero CAI 831 (attenzione, perché lo si interseca in un bosco misto di carpini e faggi e non è evidente la traccia). Risalgo ora, seguendolo, fino alle Stalle Ciomencions, dove su una delle case è evidente la scritta “Ciuc di Santins” che invita a risalire i bolli che avevo precedentemente trovato in cresta.

Da qui scendo piacevolmente alla boscosa Forcella Nagardaia, da cui per sentieraccio, che già conoscevo, giungo al tepore quasi primaverile di Palcoda. Poi pian piano esco a recuperare la macchina con più di qualche chilometro di strada asfaltata, strizzando l’occhio alla cresta percorsa che mi osserva dall’alto.

Note conclusive

Questa è un’attraversata di poco interesse per chi cerca la montagna comoda, luccicante e dalle pallide pareti vertiginose, così come lo può essere l’intera zona circostante. Può invece essere di richiamo per l’escursionista autonomo e in grado di apprezzare anche la montagna più selvatica e negletta, dove un pizzico di ricerca e incertezza rendono affascinante l’impensabile. Il panorama poi può a tratti essere sorprendente se si pensa che si sta parlando di una cresta nel mezzo della Val Tramontina, dove varie altre cime la sormontano per quota e mole.

Ad ogni modo, non essendoci traccia alcuna, è un percorso riservato ad escursionisti con un po’ di esperienza nell’antica arte del ravanàge.

Dislivello di 1300m circa, ore 8 per il giro completo, comprese le soste (valore del tutto soggettivo).

23 Gennaio 2018.

Alba infuocata su Cima Cappena, Monte Frascola, Tamaruz e Aquila del Frascola.
Alba sul Monte Roppa Buffon.
Caserine Basse, Alte e Monte Burlaton. Bellissimi gli stavai da qui!
Tramonti di Sotto.
La croce di guardrail sul Pulpito di Tramonti.
Lago di Redona e il bianco Raut.
Monte Rest.
Frascola, Giavons e Roppa Buffon. Al buio Tramonti di Sopra.
Il tratto di cresta caratterizzato da blocchi calcarei apparentemente instabili.
Cima Manera, Monte Raut, Monte Castello e la cresta del Resettum.
Caserine, Burlaton, Frascola e Tamaruz.
Panorama dalla cima del Monte Brusò.
La lunga dorsale Sciara – Cuesta Spioleit. Sbuca a destra il Verzegnis.
Il tratto di cresta prima del Ciuc di Santins.
Oltre a me, solo qualche camoscio…
Jof di Montasio, Jof Fuart, Plauris, Sart e Canin.
In cima al Ciuc di Santins.
In primo piano il Brusò e la cresta percorsa. Panorama sorprendente!
Monte Verzegnis.
Stalle Ciomencions e le scritte per il Ciuc di Santins.
Palcoda.
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