Cresta del Resettum – Scialpinistica

Salita del 13/03/16

Relazione di Claudio Betetto,  foto di Claudio Betetto e Mirco Grasso

Premessa

Reduci da una giornata di spiccozzate in Val di Fassa sulla cascata di Fontanazzo di destra, ci trasferiamo in Val Cellina e dormiamo in macchina nella frazione di Lesis (644m), dietro Claut. La mattina la sveglia è puntata poco prima delle 6 per tentare la cima del Resettum (2067m).

Relazione

Ci incamminiamo che già nel parcheggio è pieno di auto, cose mai viste. Prendiamo la comoda strada forestale finalmente ben innevata e addirittura battuta dal gatto delle nevi dal gestore dell’ormai quasi-famoso rifugio Pradut.

La strada per dire la verità sale abbastanza monotona lungo il versante e dopo un po’ che pelliamo non vediamo l’ora di sbucare nei fantastici campi di neve del Pradut (1450m). Già fin qui sono 800m di dislivello e in circa due ore ci siamo, tagliando per sentiero nella parte alta. Una tutina aderente ci supera a velocità improbabile.

Breve sosta e ripartiamo sulla strada che conduce in Casera Resettum ma, alla prima evidente traccia sulla sinistra, deviamo e ci addentriamo nel bosco che pian piano diventa sempre più rado. Già ci pregustiamo la sciata al ritorno.

Salendo, usciamo dal bosco e perveniamo ad un’insellatura  quotata 1749m. Qui avremmo dovuto deviare ancora a sx per risalire verso Forcia Bassa e tentare il Resettum da Est lungo la normale, tuttavia le evidenti tracce traggono in inganno gli scialpinisti in erba e ci ritroviamo a salire verso la cresta del Resettum ancora speranzosi di poter raggiungere la cima da Ovest per cresta appunto…mera illusione. Siamo superati di gran carriera da 3 razzi: il primo, una donna, inizierà a scendere quando ancora stiamo salendo. Non vedendo, per il momento, gli spalti rocciosi che bloccano la salita da Ovest, chiediamo se secondo loro è possibile salire da questo versante: ci liquidano dicendo che in poche parole “la cima è la cresta del Resettum” anzi, che il Resettum è tutto il massiccio montuoso dove stiamo camminando… resto senza parole.

Prendiamo un vallone ampio e saliamo in cresta (2020 m ca.) accompagnati da alcune raffiche di vento. Ci godiamo la “cima” per mezzoretta. Gli sciatori di prima sono già scesi da mò quando ci cimentiamo nelle prime curve. E’ da un anno che non scio ma subito mi sento bene anche se la tecnica lascia a desiderare.  Seguiamo il percorso di salita con pendenza che tocca i 30° solo nella primissima parte, poi si svolge sempre su pendenze modeste. Bellissima la seconda parte nella splendida lariceta fino in Pradut. Tantissime, troppe sono le tracce già esistenti. Ma va bene così, è la prima uscita per me in autonomia e sono soddisfatto.

In Pradut c’è il mondo e trovo Daniele dell’ufficio valanghe, sempre energico e solare. Facciamo sosta mezzoretta, poi scendiamo lungo la strada forestale.

Mentre scio sono sempre più stupito della quantità di gente che sta andando in Pradut: sono felice per il nuovo gestore, un po’ meno per il silenzio di cui avrei voluto godere.

Arriviamo al parcheggio molto presto più che soddisfatti e, sistemate le varie masserizie, ritorniamo mestamente in pianura. Per la cima in invernale ci saranno altre occasioni.

Note

Salita classica mai difficile tecnicamente (breve pendio a max 30°) ma impegnativa per il dislivello che sfiora i 1400m.

Dopo questa esperienza ho avuto alcune conferme:

  • Gli sci-alpinisti, almeno in queste aree molto frequentate, sono molto più sciatori che alpinisti, con tutto ciò che ne consegue;
  • Gli sci sono la chiave per ottimizzare i tempi, aprono la vista verso nuovi orizzonti: la via che voglio seguire è praticare lo scialpinismo per poter salire e scendere in velocità montagne che richiederebbero tempi immensamente più lunghi. La bella sciata è importante ma viene dopo.

 

IMG-20160314-WA0013
La macchina è un tantino stipata
DSCN7406.JPG
Pellando nel bosco
DSCN7408.JPG
Sul sentiero
DSCN7410.JPG
Visione verso Claut
DSCN7413.JPG
Salendo verso la sella quotata 1749m
DSCN7414.JPG
E poi verso la cresta
DSCN7415.JPG
Il vallone che abbiamo risalito
DSCN7417.JPG
Un puntino in un mare bianco
IMG-20160314-WA0015
Nella parte alta del vallone prima di uscire in cresta
DSCN7418.JPG
La cresta del Resettum. Visibile la cima
DSCN7425.JPG
Foto di cresta
DSCN7421.JPG
Giochi di luce
IMG-20160314-WA0019
Attimi di madness giù in Pradut
Precedente Cima di Prampèr 2409m – Una cresta da Occidentali Successivo Cima dei Preti 2706m – D’inverno sul tetto d’Oltre Piave

Lascia un commento