Cjastiel de Sion 2359m e Croda del Sion 2410m

Relazione e foto di Jacopo Verardo.

La Croda e il Cjastiel de Sion, visti dalla Forcella Pramaggiore.

Introduzione

Da molti anni avevamo l’intenzione di salire sulla Croda del Sion. Del resto alcuni di noi Salvadis sono cresciuti frequentando Casera Pramaggiore e salendo in cima all’omonimo monte, quindi da anni passando sull’esile cresta di Forcella Pramaggiore osserviamo con interesse questo grosso massiccio roccioso, costituito dalle torri del Cjastiel de Sion, dalle tre torri basali (Torre I o Adriana, Torre II e Torre III o Bisy) e, appunto, dalla Croda del Sion. Solo Matthew Basso l’aveva salita in solitaria anni prima di conoscerci e ne aveva scritto la puntuale relazione in questo articolo pubblicato nel Landre.

Questo massiccio, posto all’inizio del nodo secondario del gruppo del Pramaggiore, denominato Dorsale Sion – Cimacuta, si stacca imponente da Forcella La Sidon e sormonta, con pareti articolate  e strapiombanti, l’alta Val d’Inferno. La Via Normale che sale ad entrambe le cime parte proprio dalla Val d’Inferno, in versante Sud-Ovest, e attacca l’unico punto debole della parete, una settantina di metri prima di giungere in Forcella La Sidon.

Relazione

Partiamo dal noto parcheggio del Rifugio Pordenone (1163m), nel fondo della Val Cimoliana e risaliamo la Val Postegae. Fino al Cason d’Inferno abbiamo il piacere, il Maestro De Piccoli ed io, di camminare con Giorgio De Negri, fotografo appassionato di stambecchi, che proseguirà da solo verso Cima Brica.

Risaliamo ora la splendida Val d’Inferno, che ogni volta lascia sempre il segno nell’animo di chi l’attraversa. Si presenta splendidamente verde e fiorita, contornata da alte e imponenti pareti che racchiudono le due torbiere d’alta quota in un anfiteatro naturale e silenzioso. Sedersi in una di queste due radure a respirare l’aria fresca d’Oltrepiave regala sensazioni uniche!

Riguardo la Via Normale alla Croda del Sion non dirò molto, dato che ne ha già relazionato Matthew in questo articolo. Segnalo solamente che lungo i primi passaggi di I/I+ c’è stato un crollo di uno sperone roccioso, che non ha compromesso il passaggio, tuttavia ha coperto le rocce di detriti ancora instabili. Quindi è necessario porre attenzione, soprattutto in discesa.

Detto ciò, la rampa di salita che porta alla forcella tra Croda e Cjastiel è bellissima, così come tutta la salita alla Croda è veramente interessante. Il Pulpito Grande è un luogo ancestrale e vergine da qualsiasi contaminazione umana e il resto del percorso è una continua scoperta di torri, canaloni e cenge, neanche immaginabili osservando questa cima da lontano! Arrivati in cima non godiamo di una giornata meravigliosa. Sembra promettere anche un po’ di pioggia. Tuttavia si apre ugualmente qualche bella visuale sulle solite cime d’Oltrepiave.

Scendiamo fino alla forcella tra Croda e Cjastiel e calandoci nel gran canale fino ad una ventina di metri sotto l’intaglio, sempre in versante Sud-Ovest, troviamo l’attacco della Normale al Cjastiel de Sion. Si deve montare sulla grande bancata detritica, sormontata da grandi e profondi tetti neri, superando un gradino di 3 metri di II grado inferiore. La bancata è larga e comoda, ma è consigliabile comunque non toccare i soffitti dei tetti, tendono a crollare pericolosamente… La si segue tutta fino quasi ad affacciarsi in versante Val di Suola. Ora si deve risalire la costola rocciosa che si ha davanti o integralmente (II grado) fino agli sfasciumi sommitali, oppure poco dopo la si può lasciare per prendere una breve cengetta verso sinistra e risalire poi rocce di I+ coperte di detriti e più pericolose (ometti in entrambe le varianti). Giungi sugli sfasciumi sommitali ci si trova in un ambiente incredibilmente instabile e marcio, ma molto affascinante e quasi infernale. Assecondando un poco verso Nord le rocce, si può salire facilmente il primo torrazzo con ometto, più basso di un metro rispetto a quello sommitale. Per raggiungere quest’ultimo si deve pericolare ancora una ventina di metri. Sotto il torrazzo più basso, si attraversa per cengetta e si cavalca un ponte roccioso instabile fino alla base della torre sommitale. Per salirvi è necessario arrampicare 3 metri di II+ molto pericolosi per il possibile distacco di appigli grandi come dei comodini. L’intera cima è fessurata in tre enormi parti, la cui permanenza sul posto è decisamente incerta. All’uscita del passaggio si trova un vecchio cordone di calata su spuntone, il quale sorregge una grossa lama di roccia pronta a ribaltarsi.

Siamo abbastanza preoccupati riguardo la situazione, tanto che non godiamo neanche della soddisfazione di questa seconda e negletta cima della giornata. Qualche rapida foto, nessun autoscatto visto che manca anche lo spazio per muoversi, e poi giù disarrampicando delicatamente il torrazzo sommitale, il ponte marcio di roccia, e la costola rocciosa di II grado, fino alla grande bancata ghiaiosa. In breve siamo sui rilassanti e innocui prati della Val d’Inferno e finalmente possiamo tirare un sospiro di sollievo, felici e soddisfatti di questa splendida salita!

Note conclusive

La Croda del Sion è una cima sicuramente molto interessante, con uno splendido panorama e con una via normale quanto mai varia e affascinante. Si presta bene a salite autunnali ed è consigliabile a chi è in continua ricerca di tranquille avventure in Oltrepiave. Il Cjastiel de Sion invece è una salita breve e molto delicata, sconsigliabile per la friabilità della roccia e per l’instabilità del torrazzo di vetta. Gli unici escursionisti a cui può interessare una cima del genere sono coloro i quali puntano a salire tutte le cime d’Oltrepiave, o si trovano sulla vicina Croda del Sion e approfittano per allungare la giornata di una mezzora. Non abbiamo usato attrezzature, tranne il casco che è indispensabile.

Difficoltà sul II grado superiore per il Cjastiel. Dislivello complessivo di 1350m. Tempo di salita del Cjastiel, dalla forcella tra questo e la Croda, 20 minuti.

27 Giugno 2018.

Il prato del Cason d’Inferno.
Salendo blocchi in alta Val d’Inferno. Alle spalle Cima Brica.
Sotto le pareti della Croda del Sion.
Salendo la grande rampa inclinata, accesso ad entrambe le Normali.
Qualche passo esposto. Dietro, la Torre Bisy.
Nei pressi della forcelletta tra Croda e Cjastiel. Incombe il fragile dente del Cjastiel de Sion.
Rocce articolate salendo la Croda.
Al sole i Monfalconi, dalla Croda del Sion.
Monte Rua.
Duranno e Cima dei Preti.
Salvadis sulla Croda del Sion.
Cima Val di Guerra.
Di ritorno, lungo la cengia che aggira l’anticima della Croda.
Sullo splendido Pulpito Grande in vista del turrito Cjastiel.
Sotto i tetti del Cjastiel, risalendo la grande bancata.
Sulla cima del Cjastiel. Evidente il cordone di calata che sostiene la pericolante lama rocciosa…
Il torrazzo più basso del Cjastiel visto da quello più alto.
L’ambiente dantesco del Cjastiel. Il torrazzo di sinistra è il più alto dei due.
Scendendo la crestina di II grado.
Di ritorno sotto i tetti.
Alla base delle pareti. Tutto a sinistra la Torre II.
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