Canale Innerkofler – Cristallo d’Ampezzo 3221m

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Il Cristallo alle prime luci dell’alba. Si vede chiaramente la rigola di neve del Canale Innerkofler/ Wydenbruck
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Da dx a sx si vedono tutti: canale Staunies Nord, Vallencant, Canale di Mezzo, Innerkofler e Passo del Cristallo

Premessa

La prima volta che andai in Val Fonda, dietro al Cristallo, fu per salire un Vallencant secco da far paura.
Correva il Novembre 2015, zero neve in giro, solo sui versanti Nord, ancora peggio (meglio?) di quest’anno.
Quando all’alba la roccia si incendiò scattai una foto che è rimasta fissa nella mia testa, come un tarlo, ricordandomi le possibilità che offre quella parete.

Quella volta sul Vallencant in qualche modo riuscii ad uscire ma il tempo non era sufficiente a raggiungere la cima del Cristallo di Mezzo lungo la ferrata Bianchi e fui costretto a ripiegare sui miei passi, divallando per il Canale Staunies Nord, detto anche “Canalino Adriana”.

La Val Fonda mi inghiottì fra le sue grinfie e tutta la discesa si svolse alla sola luce della pila frontale.

Quella sera mi sentivo svuotato.

Passarono due mesi e con l’amico Mirco, vista la generale scarsità di neve in giro, valutammo fattibile tentare il Vallencant, questa volta con cima.
La giornata era proprio quella giusta… forse la più fredda dell’anno, -20° a 3000m con vento a 70km/h.
Ci svegliammo con le stelle ma nevicava e non erano due fiocchi, ma proprio neve! E in alto dalle creste si sentiva il rombo del vento…maledetto vento.
Riuscimmo ad arrivare fino ad un quarto del canale ma la neve non era buona, non era trasformata ed era tanta, troppa rispetto a tutte le altre zone. Poi l’ambiente era proibitivo e Mirco accusava crampi al muscolo della gamba per via del freddo: il Cristallo ci aveva fregati, era il momento di scendere.
Ci improvvisammo su una cascatella di ghiaccio, divertimento assicurato.
Tornati al parcheggio la batteria della macchina ci abbandonò e una gentile altoatesina si rifiutò di fare ponte. Dopo vari tentativi vani, riuscimmo a fermare un’auto che ci fece ripartire.
Abbandonavamo la gelida Val Fonda con un po’ di amaro in bocca ma nel cuore sapevamo già che saremmo tornati.

L’epilogo (forse non ultimo) di questo rapporto di amore-odio con la Val Fonda, è arrivato.
Questa volta siamo in tre, il target è il Canale Innerkofler, con cima.

La notte passa al gelo in tendina in parcheggio, fortuna che il sacco a pelo è doppio. Risaliamo per l’ennesima volta la Val Fonda, senza neve. Poi decidiamo per l’approccio “classico” e seguiamo il canalino di II grado che ci porta sul circo glaciale. Qui la neve ci gasa perché è bella dura ma ben presto la crosta diviene una nemica, rompendosi ad ogni passo e costringendoci ad una marcia lunga ed estenuante.
Le ciaspe servono a ben poco.
Finalmente sul conoide basale del canale la neve cambia e diviene marmorea con il risultato che voliamo. Al bivio giriamo a sx e iniziamo il viaggio nel ventre della montagna.

Il bello dell’Innerkofler è che in tutta la sua prima parte non si mostra, è celato dalle pareti, come volesse nasconderci qualcosa.
Il segreto ci appare chiaro dopo il traverso in bella esposizione e la seconda parte di couloir: bisogna far cantare le picche.
Ce la giochiamo e parte Mirco (maledetto!) tirando un bel 50m di ghiaccio sottile e misto protetto a friend e una vite corta.

Grazie Grivel.

L’uscita è praticamente in cima e ci prende la commozione.
Il Sole scalda e riusciamo a riposarci una ventina di minuti ma il tempo stringe, sono le 14 e sulla labirintica via normale non bisogna sbagliare nulla se non si vuole bivaccare a 3000m.
Tutto fila liscio e con 5 doppie e varie cenge ci troviamo al Passo del Cristallo al tramonto.
L’atmosfera è magica, l’ora blu arriva prepotente e preannuncia il gelo.

Estraiamo le frontali e via giù prima nel circo glaciale e poi nella Val Fonda, alternando silenzi a fantasie su future salite. Scendere per ore con la frontale è come entrare in un tunnel dove l’inerzia ti porta giù e non capisci nulla di ciò che ti circonda e poi di botto ti ritrovi al parcheggio e capisci che è finita ma… la macchina di Mirco non parte!
Un grazie alla Val Fonda: è una maledizione!!
Dopo mezzora finalmente il bolide va in moto, così da permetterci di andare a saziarci con una pizza e una birra tanto agognate ad Auronzo.

Il conto è stato saldato, un cerchio si è chiuso.

Relazione

Salita del 17/12/16, relazione e foto di Claudio Betetto e Francesco Lazari

Dal parcheggio (1515m) risaliamo una Val Fonda senza neve, alla sola luce delle frontali. La Val Fonda si presenta come una sorta di canyon nella prima parte, poi si fa più ampia. La percorriamo sempre sul fondo detritico e scomodo ma mai difficile.

Arrivati nella parte alta, prendiamo il secondo canale a sx e ci portiamo sotto alla parete. Dopo poco troviamo un canalino con dei pioli di legno. Con p.II grado usciamo nel circo glaciale.

Qui troviamo la neve che prima è bella dura per una crosta da pioggia, poi risulta ventata e faticosissima, ogni passo è un’agonia. Miriamo al Passo del Cristallo ma deviamo a dx, ben prima di raggiungerlo. Il canale è ora evidente.

Nel conoide d’accesso troviamo neve portante, è una goduria: “quick, quick, quick”, ad ogni passo. Al primo bivio teniamo la sx ed entriamo nel canalone. La pendenza è compresa fra 50° e 55°, con qualche piccolissimo salto ghiacciato. Saliamo fino in cima e poi a dx traversiamo su neve che ci arriva al ginocchio. Il traverso conferma le aspettative: è esposto e su pendenza di circa 50°.

Dopo il traverso si passa nuovamente in canale. La pendenza è sui 55°- 60°. Si trovano alcune roccette che conducono fin sotto al famigerato camino ghiacciato che superiamo con un unico tiro da 50 m. Le soste sono presenti su chiodi sia sotto che sopra. Nella salita troviamo a sx roccia, a dx ghiaccio superficiale (85°/M), cui segue una goulotte meno ripida (65°) , un tratto in neve e poi una colata più ripida sul finale (90°). Mirco protegge a friends e una vite corta.

Dalla sosta saliamo slegati verso l’uscita e brevemente a sx, per cresta, in cima (3221m).

In discesa seguiamo la normale “segnata” con ometti. Le doppie le effettuiamo sempre con una corda da 60m.

Prima scendiamo per la cresta e con passaggi esposti (II) arriviamo fino al Bastone del Ploner. 1° doppia su clessidra, proseguiamo a dx, una crestina e poi 2° doppia su spuntone. A sx vediamo un’invitante cengiona ma gli ometti portano a dx. Seguiamo un tratto su sfasciumi e poi passiamo in una trincea nella roccia (segno rosso).

La 3° doppia è su alcuni cordini su spuntone con maglia rapida. Seguiamo gli ometti e svoltiamo nel versante del canale del Passo del Cristallo, pensiamo sia finita e invece Mirco ha attrezzato la 4° doppia. Poi per tracce scendiamo e prendiamo la cengia finale. La 5° doppia ci permette di per superare un tratto ghiacciato. Per cengia fino al Passo del Cristallo (2885m). Ammiriamo degli scorci stupendi su Piz Popena, infuocato al tramonto.

In discesa miriamo alle ciaspe abbandonate sul conoide di neve, prestando attenzione ad un crepaccio. Dalle ciaspe è solo questione di stringere i denti e per il sentiero fatto in salita ritorniamo alla macchina.

Note

Difficoltà: 650m/D+/max90°/II in roccia

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