Anello integrale del Niblè – Cresta Sud Est

Gita del 15 luglio 2017.
Relazione di Matteo, foto di Matteo, Pablo e Izzo.

Introduzione
E’ diversi anni che entrando in Val Susa scorgo la cresta che sale sul Niblè, montagna di 3365 metri, al confine tra Val Susa e Moncenisio. Si presenta l’occasione perfetta e si decide di andare con Pablo, Izzo e Edo a compiere un giro ad anello che sembra dare ottime prospettive (non sarebbe male anche dal momento in cui sarebbe l’ultimo 3000 che mi manca da salire in Val Susa).
Partiamo sabato mattina da Torino, il cielo è terso e la giornata promette bene!

La cresta da percorrere e la cima del Monte Niblè dal passo Clopacà

Descrizione della salita
Giunti alla Grange della Valle (circa 2100 metri) saliamo alla volta del Passo Clopacà (2744m), arrivandoci in poco meno di due ore. Qui incontriamo altri 3 signori che, avendoci preceduti, preferiscono mettere distanza per non farci cadere pietre addosso.
Dal passo si risale l’evidente dorsale erbosa (direzione Nord/Nord Ovest rispetto al passo) risalendola per altri 300 metri circa. Si giunge in breve all’attacco del primo torrione, in cui comincia la parte alpinistica vera e propria.
Qui l’ambiente è dei ben noti: cresta dove conviene tenere il filo -che costa forse un po’ di esposizione e  qualche passaggio un po’ più impegnativo (mai oltre al terzo a meno di andare proprio a cercarsele)- in cui fare molta attenzione vista la solidità della roccia e il terreno non proprio dei più “puliti”.
I tratti di “arrampicata” si incontrano ai diversi torrioni, dove comunque la roccia è meglio di quanto ci si aspetterebbe, bellissimo nell’ultimo la paretina/diedro di III che regala belle emozioni!
Superato l’ultimo torrione in breve giungiamo in vetta, gasati e felici per aver percorso la bella cresta (3 ore e venti effettive dalla macchina). Qui reincontriamo Marco, Pietro e Giulio, con cui ci intratteniamo scambiando contatti e sensazioni di altre salite. Sempre belli i momenti di convisione in cima!
Sono le 14 quando ripartiamo, il tempo è davvero volato. Seguiamo la traccia che dalla cima porta a Nord verso (quel che rimane) del ghiacciaio e armati di picca scendiamo “sciando” sulla neve dura al punto giusto: meritato divertimento che ci fa perdere un bel po’ di dislivello in pochissimo tempo.
Non perdiamo troppo tempo, devo essere a Novalesa a un’ora decente, lì una ciurma di friulani (gita CAI San Vito al Tagliamento e Spilimbergo) aspetta il giorno venturo per salire al Rocciamelone, occasione che non posso permettermi di perdere!
Bella salita, bel giro ad anello, un ottimo modo di scoprire una montagna che conserva il suo fascino permettendo di godere di una giornata in quota e in ambiente.
Grazie a Pablo, Izzo e Edo per aver reso la giornata indimenticabile chiudendo in bellezza con discussioni di futuri progetti, ricordando i grandi dell’alpinismo.

Note tecniche
La parte effettiva di arrampicata non supera i 200 metri e non è mai superiore al III (II prevalente). Avevamo con noi materiale per aprire una via ma alla fine ne abbiamo usato ben poco: casco e picca per scendere dal ghiacciaio.
Possono tornare utili uno spezzone di corda, qualche cordino e i ramponi a seconda del periodo.

Osservando il Monviso che spunta lì dietro
Il crinale e Passo Clopacà in primo piano
Si attacca
Dalla cresta, verso l’alta Val Susa
In cresta
Passi in cresta
Sempre in cresta
Sul terzo torrione
Passi delicati
Sull’ultimo torrione…
…Il passo di III
Scatto dei signori incontrati in vetta.
Cima!
Cima del Vallonetto, Rognosa d’Etiache, Pierre Menue
In fondo si scorgono Barre des Ecrines e Pelvoux
Scatto di vetta con i presenti!
Si scendeeeee
Lago ghiacciato sul versante Nord
Precedente Cima Bleis (2628m) e Monte Tonale Occidentale (2694m) – Un anello a cavallo della cresta Successivo Via Paolo Amedeo - Lastoni di Formin

Lascia un commento