Anello di Cima Valtremuoia (1450m)

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La cresta appena percorsa con visuale sul fondovalle di Claut e sullo sfondo il gruppo del Col Nudo-Cavallo

Salita del 20/02/16

Racconto e foto di Claudio Betetto

Premessa

Cima Valtremuoia è la quinta elevazione della cresta che dalle Pale de Cione (1985m) digrada verso l’abitato di Claut.

In ordine troviamo prima il Col Mittol (1046m), i Culisei (1169m), il Col dei Mui (1244m), Cima dei Fagier (1372m) e infine la nostra vetta, se di vetta si può parlare visto che non si differenzia molto dalla cresta della quale fa parte.

Sono sassi perduti i suoi, luoghi strani dove si respira un’aria che sa di abbandono.

Spinto dalle parole di Italo Candoni, decido di andare a vedere la situazione, con l’idea di provare Cimità in invernale. La troppa neve mi farà però desistere dal folle intento (che resta nel cassetto) facendomi apprezzare anche questo anello, facile e rilassante.

Racconto

Alle primissime luci dell’alba smonto dall’auto all’imbocco della Val Ciadula e guidato dal faretto della pila frontale, percorro il sentiero segnato.  In breve lo abbandono e mi ritrovo su di una labile traccia: sbagliarsi è difficile ma un po’ di fiuto ci vuole.  Dopo alcuni tornanti sbuco fuori sul Col Mittol. La cresta che prosegue è facile e rilassante.

Man mano che salgo la quantità di neve però aumenta e si sprofonda tantissimo, avendo nevicato molto nella notte.

Ad un certo punto mi giro ed è l’alba sul Col Nudo.  Mi trovo sulla cresta che divide la Val Ciadula dalla Val Settimana e non potrei avere vista migliore. Rimango fermo per molti minuti muto ad osservare. A volte il silenzio è così pieno e ricco, solo non ce ne accorgiamo. Le prime luci incendiano anche tutte le altre cime semi-sconosciute della selvaggia Val Settimana.

Supero Cima Valtremuoia quasi senza accorgermene, percorro l’insellatura che segue e provo a salire verso le Pale de Cione ma annaspo nella neve fresca fino alla vita: è un’agonia, meglio tornare indietro!

Dall’insellatura suddetta decido che potrebbe rivelarsi interessante piegare in Forcella della Cita (1142m), ultimo baluardo che separa il mondo conosciuto da quello sconosciuto dei Landre de Munaro e dei Ciolons. La discesa prima avviene per pendio, poi attraverso qualche conoide innevato ed infine “a naso”, tramite un boschetto, giungo nel fondovalle. Dopo una breve sosta, svolto a dx e scendo verso Claut.

L’aria è fresca, il Sole mi scalda, la prossima volta proverò a fare un passo oltre.

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