Monte Siera 2443m – Notturna lungo la Via Normale

Relazione e foto di Jacopo Verardo.

Monte Siera, dal Passo Siera. L’incisione centrale sul massiccio di sinistra è il Canalone Ovest, mentre il profondo solco in centro alla foto è il Canale della Via Normale (Sud-Ovest).

Introduzione

Alba e tramonto sono i due momenti della giornata che meglio si prestano per scattare foto, specialmente nelle limpide giornate autunnali. È anche per questo motivo che, come ogni anno, l’amico Eugenio organizza, nei giorni vicini al primo di Novembre, quello che a me piace chiamare “l’appuntamento notturno”, evento consolidato ormai da più di vent’anni, al quale mi faccio trovare presente da qualche tempo. Ma non si tratta solo di andare a vedere l’alba su una qualche cima, non si tratta solo di andare a far foto. È quasi un esercizio spirituale, oltre che fisico: non dormire, patire una discreta dose di freddo, arrivare in cima e aspettare anche due ore al buio. Per quale motivo? Il brivido che scorre lungo la schiena quando sorge il Sole! Un’emozione unica, ma che si ripete ogni volta; già provata, magari, varie volte, ma che sembra incredibilmente nuova! E’ una passione che brucia velocemente.

La scelta questa volta ricade sul Monte Siera, grossa montagna che domina Sappada, posta al centro delle più belle Alpi Carniche. Un punto panoramico eccezionale, perfetto.

Relazione

Saliamo in auto per la Val Pesarina e arriviamo a Cima Sappada che è notte fonda e la quiete, inconsueta per questa località turistica, ci rilassa mentre beviamo un caffè. Scendiamo fino al parcheggio sul Piave, e ci incamminiamo sul sentiero CAI 316, che in realtà è una bella strada forestale. Non fa neanche molto freddo, è un autunno particolarmente mite e umido. Come sempre ci vuole un po’ per ingranare e lo spaesamento dato dalla notte ci fa accelerare il passo fin quasi a correre. Siamo in 8 e ben presto ci sfilacciamo nel silenzioso bosco che sale verso il Passo Siera.

La strada a quota 1300m circa si trasforma in largo sentiero che in un paio di tratti esposti è anche attrezzato. Ci ricompattiamo prima di arrivare al Passo Siera, dove soffia un fastidioso vento stranamente freddo. In breve saliamo alla Casera Siera, che essendo in fase di ristrutturazione è ancora inagibile e senza il tetto. Ci appare così, spettrale e spoglia nel buio ottobrino, ma il lavoro che stanno facendo è veramente pregevole!

Poco a sinistra della casera parte la nostra traccia che attraversa prima un piccolo rigolo d’acqua, e sale poi ripidamente tra gialli larici e dense mughete, con qualche bollo rosso che guida il già facile orientamento. Giunti poi ad una piccola radura si incontra il bivio da cui diparte verso sinistra la traccia che porta al Canalone Ovest su cui sale l’altra Via Normale, che faremo in discesa. Qui facciamo una breve sosta, prendiamo fiato e finalmente alziamo gli occhi al cielo. La stellata è indescrivibile! Camminare in montagna di notte è incredibilmente rilassante, ma l’apparente “cecità” distoglie l’attenzione da ciò che si ha attorno. Ci si chiude nei propri pensieri in silenzio, si accelera il passo finché il fiato diventa corto e si ritorna ad essere frenetici come si è durante ogni ordinario giorno di vita. È tutta questione di abitudine e di alienazione…

Ripartiamo seguendo la traccia che ci porta a risalire un larghissimo e ripido canalone detritico che ci conduce alla articolata parete Sud-Ovest, solcata da un grande canalone sulla sinistra su cui saliremo. Dopo le prime facili rocce si arriva ad un passaggio poco “igienico”, che subito ci sveglia dal torpore: una larga spaccatura da attraversare, parecchio esposta e su roccia inguardabile. È notte, meglio far le cose per bene. Uno di noi tira una corda fissa battendo qualche chiodo che poi sarà lasciato per i posteri. Passata la spaccatura, si sale una paretina e poi un caminetto verticale (I grado superiore, in questo tratto abbiamo lasciato qualche chiodo). Usciti da questo si scende verso sinistra per marciume nel fondo del canale. Da qui la salita diventa più rilassata e articolata da vari passaggi di facile arrampicata, fino a giungere al tratto più difficile. Si evita a sinistra un camino con masso incastrato, su rocce più facili (I grado o poco più) per poi entrare in un budello roccioso che par quasi di essere in un cunicolo. Si tratta di un paio di salti di buoni II gradi (uno aiutato con cordino ancorato su una sosta per eventuale calata) su roccia di pessima qualità.

L’arrampicata notturna da sensazioni strane, quasi mistiche. Si percepisce il vuoto sotto a se, si sa che è lì e che basta una presa marcia per andare. L’oscurità aiuta l’occhio e copre il vuoto con un velo nero che però intimorisce l’animo. Il silenzio notturno, interrotto solo da qualche sasso volante, poi fa il resto e permette di concentrarsi sul proprio respiro e sui movimenti del corpo.

Usciamo su una spalla erbosa, attraversiamo a sinistra in un altro canalone, più breve e marcio del precedente, il quale con un ultimo saltino ben appigliato ci porta ad una forcella di cresta. Ancora qualche minuto lungo la friabilissima spalla meridionale e arriviamo in cima. Mancano due ore al sorgere del Sole. Come sempre abbiamo avuto fretta anche quando era necessario saper andare adagio…

Ognuno si trova una truna dove provare a dormire un’oretta, ma la forte aria fredda non aiuta. Così dopo un po’ iniziamo a scattare foto, immersi ognuno nei suoi pensieri, aspettando con il naso in su che qualche stella cadente porti consiglio e speranze. Poi il debole chiarore ad Est svela lentamente l’orizzonte che tutto attorno ci circonda ed è uno spettacolo! Sorge il Sole dietro le Pesarine, colora le sottili nuvole e scalda l’animo. Una leggera foschia smorza “l’ora blu” rendendo tenui i colori. Ma il panorama a 360 gradi è comunque mozzafiato!

Dopo ore di foto è tempo di scendere, così Pola, Eugenio ed io decidiamo di andar giù per il Canalone Ovest in modo da completare l’anello delle Normali. Dopo un tratto di cresta articolata e marcia, si entra nel ripido canalone che velocemente si stringe sempre più costringendo a vari passaggi oltre il I grado su roccia buona ma molto liscia. Finché si arriva al tratto più difficile, dove si devono scendere due lunghi salti sul II grado per niente banali (dove ci sono anche due soste, una su uno spit e l’altra su chiodo, per eventuali calate). Infine si scende un salto più duro, attrezzato però con qualche staffa di ferro e un lungo spezzone di vecchia corda. Poi le difficoltà cessano e si esce con buona traccia verso Sud, e tra mughi e erba si arriva alla biforcazione nella radura, segnalata in vernice. Scesi al Passo Siera facciamo una breve sosta. I colori dei boschi sono nel colmo delle tonalità autunnali. La giornata è splendidamente tiepida. Il tepore invoglierebbe un lungo riposo sui prati del bel Passo, ma qualcuno ha fretta, ancora una volta, così scendiamo a Cima Sappada a far festa.

Note conclusive

Trattasi di una cima veramente remunerativa, sia come salita, sia per il panorama che si gode dalla vetta. Volendo compiere l’anello delle Vie Normali, consiglio di farlo nel nostro senso di percorrenza, ovvero in salita per il canalone Sud-Ovest e discesa per il canalone Ovest, sia perché la qualità della roccia è peggiore in quello Sud-Ovest (quindi meglio farlo in salita), sia perché in quello Ovest si trovano le eventuali soste di calata sui passaggi più impegnativi. Le difficoltà come già detto non superano mai il II/II+. Il dislivello è di 1250m circa. Entrambe le Normali sono segnalate in bolli di vernice rossa.

Sulla traccia dopo la Casera Siera.
Entrando nel canale della Via Normale, dopo aver superato la spaccatura pericolosa e il successivo canalino.
Sui I gradi prima di entrare nel “budello” roccioso coi passaggi chiave.
Il secondo salto di II grado dov’è presente lo spezzone di corda.
Nel “budello”…sembra di essere in grotta!
Entrando nel secondo e più breve canale della Via Normale.
All’uscita del secondo canale, sulla forcella che precede l’ultima spalla meridionale.
Inizia il chiarore.
Splendida stellata.
Le sagome si fanno più nitide.
Luce a Est e tenebre a Ovest.
Verso il Coglians.
Fredda attesa…
Qualche velatura segna il cielo.
Ma l’umidità e la foschia rendono tenui le sfumature.
Sappada dorme ancora.
Uomini sul Siera.
Le velature poi si colorano…
…e arriva l’Ora Blu!
Marziani.
Una croce in cima, e una sul cielo.
Ora Blu verso i Clap e l’Oltre Piave.
Tenue Ora Blu verso Ampezzane e Dolomiti di Sesto.
Arriva…
Sole piccolo.
Emozioni.
I primi raggi colpiscono i monti di Sappada.
Alba su Lastroni, Peralba, Cjadenis e Avanza.
Cielo terso dopo il sorgere del Sole..
La vecchia croce di vetta.
Alba su Tofane e Dolomiti di Sesto.
Sole.
E’ mattina anche sul Peralba.
Il gruppo.
Sappada – Plodn.
E’ ora di scendere…
Giù per il Canalone Ovest.
Uno sguardo verso i Clap.
Vari passaggi sul I grado o poco più.
Ambiente opprimente.
Poi i due salti più duri, sul II grado abbondante.
Infine il passaggio facilitato da staffe e vecchio cordone.
Che canalone!!
Casera Siera in fase di ristrutturazione.
Colori autunnali.
Vette Nere e Creton dell’Arco.

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